Roma, sfratto al Nuovo Cinema Palazzo/ Ma attivisti rompono i sigilli e rientrano

- Silvana Palazzo

Roma, sfratto al Nuovo Cinema Palazzo, nel quartiere di San Lorenzo. Ma gli attivisti rompono i sigilli e rientrano. La battaglia legale prosegue…

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Roma, sfratto al Nuovo Cinema Palazzo (Foto: Facebook)

Sfratto esecutivo all’ex Cinema Palazzo di Roma. L’edificio, nel cuore del quartiere San Lorenzo, è stato sgomberato. I vigilantes e la proprietà hanno quindi saldato le porte del Nuovo Cinema Palazzo, che da anni era al centro di un contenzioso tra i proprietari e i comitati di cittadini. Nel 2011 infatti un gruppo di persone presero possesso della struttura per evitare che venisse trasformata in un casinò. Ora arrivano nuovi sigilli, come riportato da Tgcom24, dopo un’autogestione cominciata otto anni fa. Ma secondo quanto riportato da Repubblica, i sigilli alle porte di metallo – che sono state saldate nelle prime ore della mattinata – sono stati rotti da un ingresso e quindi gli attivisti sono entrati nella struttura. Un gruppo di 150 persone si è radunato davanti allo stabile, una decina ha forzato la serratura di un’entrata laterale, coperti da un telo blu, e così hanno aperto l’entrata principale rompendo i sigilli.

ROMA, SFRATTO AL NUOVO CINEMA PALAZZO MA ATTIVISTI RIENTRANO

Il Nuovo Cinema Palazzo è diventato una delle realtà culturali più attive sul territorio. Venivano organizzati eventi, spettacoli e festival di letteratura e politica. Marcello Fonte, vincitore al Festival di Cannes 2018 del premio come Miglior attore, era tra gli “occupanti”. L’attore tra l’altro dedicò il premio a quell’esperienza che gli aveva permesso di fare teatro ed essere notato da Matteo Garrone, regista del film che l’ha reso celebre, “Dogman”. Per quell’occupazione del 2011 finirono a processo due anni fa dodici persone. Tra queste figurano anche l’attrice Sabina Guzzanti e l’ex deputato del Pd, ora capo della segreteria politica di Zingaretti, Marco Miccoli. Ma ci sono anche leader dei centri sociali, come Andrea Alzetta e Nunzio D’Erme, entrambi ex consiglieri comunali. Stando a quanto ricostruito, il gruppo degli occupanti era formato da 15 persone. Il capo d’accusa diceva che «in concorso tra di loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso arbitrariamente hanno invaso al fine di occuparlo lo stabile sito in Roma in piazza dei Sanniti».



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