ROMA 2020/ Giammaria (esercenti): fuori dalla crisi nel 2013 con le Olimpiadi

«Le Olimpiadi possono essere il volano per rilanciare Roma dopo la crisi, già dal 2013», spiega al Sussidiario VALTER GIAMMARIA, presidente della Confesercenti romana.

19.01.2011 - int. Valter Giammaria
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Il presidente di Confesercenti Roma Valter Giammaria (Imagoeconomica)

Non è solo la grande industria a volere che Roma sia città olimpica nel 2020. Le associazioni degli esercenti e dei commercianti si sono riunite per prime nel Comitato di accoglienza Roma olimpica, Caro 2020. «Le Olimpiadi possono essere il volano per rilanciare Roma dopo la crisi, già dal 2013», spiega al Sussidiario Valter Giammaria, presidente della Confesercenti romana, che aggiunge: «Le strutture d’accoglienza romane non hanno eguale in altre città». Gli chiediamo quali siano le attese della piccola e media impresa per questa candidatura.

Dottor Giammaria, quale può essere il ruolo dei commercianti e della piccola e media imprenditoria nel cammino verso Roma 2020?

Caro 2020 riunisce i commercianti, il settore della ristorazione e quello alberghiero, che saranno in prima linea nell’accoglienza dei turisti. È il primo impatto con Roma per chi arriva, è fondamentale quindi che ci presentiamo in modo adeguato. Il tessuto imprenditoriale romano rappresenta circa 60mila negozi sul territorio della città, mille alberghi, 12mila pubblici esercizi: è una rete ben distribuita, importante per l’immagine di Roma. Ed è una rete che mettiamo a disposizione dei turisti sportivi che arriveranno per le Olimpiadi. L’evento può essere un volano molto forte per la città, specialmente in un momento come questo in cui le imprese soffrono per la crisi in atto. Ma se Roma conquisterà le Olimpiadi il giro d’affari si metterà in movimento già dal 2013.

Visto il momento di crisi, sarete in grado di dare un sostegno attivo ed efficace alla candidatura?

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Sì, certamente. Nonostante la crisi, le strutture d’accoglienza romane non hanno eguale in altre città. La situazione non ci coglie impreparati: la congiuntura internazionale ci ha messi in difficoltà, la crisi porta ad un turn-over; ma le aziende sono sempre presenti sul territorio, con la loro professionalità e le loro iniziative.

 

A fine novembre si è aggiunta a Caro 2020 un’altra fondazione che sostiene la candidatura di Roma città olimpica, con la presenza degli industriali. Perché questo “sdoppiamento”? Industriali e piccole imprese lavoreranno insieme?

 

Sì. Ci sarà una grande sinergia, le due associazioni nascono per collaborare. Loro rappresentano la struttura della grande impresa, come l’edilizia; noi rappresentiamo il mondo del commercio e del turismo. Viviamo insieme lo sviluppo della città: dobbiamo mettere insieme le energie per far crescere l’immagine, le strutture e le infrastrutture romane. Al di là delle appartenenze associative.

 

Quali saranno i benefici per i cittadini?

 

Cresceranno le strutture e i servizi, la città verrà abbellita. Ci saranno nuove opportunità di lavoro ed una crescita dell’occupazione già dal 2013.

 

È soddisfatto del ruolo avuto finora dal Comune e dalla giunta Alemanno in sostegno della candidatura?

 

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Sì, anche se tutti i livelli delle amministrazioni, da quello comunale a quello provinciale, regionale e a quello nazionale, devono collaborare per portare le Olimpiadi a Roma. Si sta facendo un buon lavoro, anche se si può fare certamente di più. E per questo tutti quanti dobbiamo dare una mano.

 

Qualche passo concreto?

 

Si può aumentare il coinvolgimento delle associazioni, ma non solo. Bisogna aumentare la sensibilità a tutti i livelli. Questa candidatura è un’opportunità per tutti, e tutti devono sentirsi coinvolti.

 

Roma ce la può fare a spuntarla contro le sue rivali internazionali, da Toronto a Tokyo?

 

Abbiamo le carte in regola per farcela. Roma ha già ospitato le Olimpiadi, e rispetto al 1960 è una città più accogliente e con servizi migliori. Sì, io dico che ce la possiamo fare.

 

(Lorenzo Biondi) 

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