COMUNE/ Mille giorni di Alemanno: «Ho salvato Roma dal disastro»

- La Redazione

Sono trascorsi mille giorni dalle elezioni del 2008. Alemanno: abbiamo «salvato questa città e questo Comune che era sull’orlo del disastro».

Sono trascorsi mille giorni dalle elezioni del 2008 che resero Gianni Alemanno sindaco di Roma. Lo ricorda oggi lui stesso, sostenendo di aver «salvato questa città e questo Comune che era sull’orlo del disastro». Roma a rischio default? «Sono sciocchezze», dice il sindaco rispondendo alle scritte comparse sui muri della Capitale nei giorni scorsi.

Alemanno parla ad una premiazione del circolo Canottieri Aniene, rilanciando le Olimpiadi del 2020 come prossimo obiettivo della sua giunta. Il sindaco rivendica un bilancio positivo, a partire dalla stabilizzazione dei conti del Comune: «Da qui ripartiamo con obiettivi ambiziosi come la candidatura alle Olimpiadi». «Nessuno penserebbe mai che il prossimo sarà un bilancio semplice perché c’è il taglio di 150 milioni di euro da parte del Governo». Tuttavia, ha rassicurato, «sono tre anni che lo teniamo in equilibrio e ci riusciremo anche in questo caso facendo grande attenzione ai conti e tagliando le spese evitando di caricare il problema sulle spalle dei cittadini».

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Ma per il Partito democratico la giunta Alemanno ha collezionato solo annunci propagandistici: «L’unica cosa che è riuscita a fare in mille giorni sono stati spot e slogan», attacca il consigliere democratico Dario Nanni. «L’elenco delle promesse fatte e degli interventi che avrebbe dovuto realizzare sono innumerevoli e probabilmente non basterebbero mille giorni per ricordarli – continua il consigliere -. Mi permetto di segnalare quelli più eclatanti, come la costruzione 20mila alloggi per l’emergenza abitativa da realizzare in due anni, ad oggi però non ne è stato realizzato neanche uno, al fatidico Piano Nomadi diventato ormai una vera e propria telenovela, per non parlare dei romboanti protocolli anti-tutto, come quelli antivetro, antiborseggio, antibivacco, antiprostituzione, sulla cui inconsistenza, i cittadini romani hanno le idee molto chiare. La perla ovviamente è il gran premio di Formula uno».

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