INDIGNATI/ Chi è “Er Pellicca”, il ragazzo con l’estintore? (Fotogallery)

- La Redazione

L’ immagine in cui lancia un estintore verso le forze dell’ordine ha fatto il giro del mondo, ma adesso F.F., ragazzo di 24 anni, chiamato “Er Pelliccia” è stato fermato

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Foto Ansa

L’ immagine in cui lancia un estintore verso le forze dell’ordine ha fatto il giro del mondo, ma adesso F.F., ragazzo di 24 anni, chiamato “er pelliccia” nel quartiere in cui vive, è stato identificato e fermato in poche ore dagli agenti della Digos della Questura di Roma, guidati da Lamberto Giannini, dopo l’accurato lavoro della Scientifica. Si tratta di uno studente originario di Bassano Romano, con precedenti per stupefacenti, ritenuto uno dei responsabili degli scontri avvenuti sabato a Roma in cui prima ha svuotato l’estintore agitando l’erogatore in aria, per poi scagliarlo contro il cordone di agenti che aveva di fronte. Pare che il suo vero nome, a quanto riporta Viterbo News 24 sia Fabrizio Filippi, Dopo la perquisizione della sua abitazione è arrivata anche la conferma: il ragazzo ha infatti consegnato agli agenti gli abiti utilizzati durante la manifestazione nella capitale e, alle domande della Digos, “er pelliccia” ha risposto di aver usato l’estintore per spegnere un incendio.

Ma un funzionario della Questura, che nel momento del lancio dell’oggetto si trovava sulla traiettoria, lo ha anche riconosciuto, e per lui è scattato il fermo di indiziato di delitto per resistenza pluriaggravata. Oggi al Senato, Roberto Maroni chiederà una legge, la “Reale bis”, per prevenire la violenza durante queste manifestazioni di piazza, mentre il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno ha deciso di vietare i cortei nel centro storico per un mese, dove adesso saranno possibili solo manifestazioni stanziali, da tenersi nelle aree di piazza Santi Apostoli, Circo Massimo, piazza San Giovanni in Laterano, piazza Bocca della Verità, piazza della Repubblica e piazza del Popolo. Il Pd si dice però contrario alla proposta di una “Reale bis” di Maroni: il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha detto: «Premesso che la condanna della violenza deve essere totale e radicale e la solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine deve essere altrettanto netta e chiara, sono assolutamente contrario a legiferare sull’onda dell’emotività dei fatti di cronaca». Anche la presidente Rosy Bindi ha affermato che «occorrono certo misure repressive, e soprattutto occorrono una grande prevenzione e misure capaci di sconfiggere i violenti. Non serve tornare al passato, e non si devono privare i cittadini delle loro libertà e garanzie».



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