• Iscriviti alla Newsletter
  • Accedi
  • Registrati
IlSussidiario.net
  • In primo piano
    • Ultime notizie
    • Cronaca
    • Politica
    • Economia e finanza
    • Sanità
    • Cinema e Tv
    • Calcio e altri Sport
  • Sezioni
    • Cultura
    • Energia e Ambiente
    • Esteri
    • Impresa
    • Lavoro
    • Educazione
    • Musica e Concerti
    • Motori
    • Scienze
    • Hi-Tech
    • Sanità, salute & benessere
    • Donna²
    • Milano
    • Roma
    • Oroscopo
    • Turismo e Viaggi
    • Sanremo
    • Meeting di Rimini
    • Sostenibilità e Sussidiarietà
    • Food
    • Chiesa
    • Trasporti e Mobilità
    • Osservatorio sull’informazione statistica
    • Tags
  • Approfondimenti
    • Rubriche
    • Dossier
    • Speciali
  • Riviste
    • Emmeciquadro
  • Firme & Multimedia
    • Autori
    • Intervistati
    • Editoriale
    • Foto
  • Feed Rss
  • Donazione
    • Sostieni ilSussidiario.net
IlSussidiario.net
  • Video
  • Cronaca
  • Politica
  • Sanità
  • Economia
  • Sport
  • Turismo
  • Chiesa
  • Video
  • Cronaca
  • Politica
  • Sanità
  • Economia
  • Sport
  • Turismo
  • Chiesa
IlSussidiario.net
IlSussidiario.net

Home » Roma » TAGLIO PROVINCE/ Il costituzionalista: senza la riforma dell’art. 114 è impossibile

  • Roma

TAGLIO PROVINCE/ Il costituzionalista: senza la riforma dell’art. 114 è impossibile

Int. Alessandro Mangia
Pubblicato 12 Dicembre 2011
provinciaennaR400

Foto Fotolia

Con ALESSANDRO MANGIA commentiamo l’improvvisa comparsa di un comma nell'articolo 23 del definitivo decreto Monti, che di fatto salva la poltrona a oltre 4 mila consiglieri e assessori

«Le Province sono previste dalla Costituzione, quindi non possono essere eliminate da una manovra. Si può però intervenire sugli organi che le compongono, ma anche in quel caso sarebbe naturale attendere la fine del mandato degli organi in carica, a meno che non ci sia un intervento legislativo che determini un’anticipazione. Credo comunque che questo sia in realtà un falso problema, e non riesco a capire che genere di risparmi si possano realizzare semplicemente abolendo le giunte delle Province». Insieme a Alessandro Mangia, Docente di Diritto costituzionale all’Università Cattolica di Piacenza, commentiamo l’improvvisa comparsa, all’articolo 23 della versione definitiva del decreto “Salva Italia”, di un comma che stabilisce che sarà una «legge dello Stato» a dire entro quale termine gli organi delle Province decadranno, il che di fatto salva la poltrona di quei 4.520 consiglieri e assessori che potenzialmente rischiavano il posto il 30 novembre 2012. Adesso invece potranno sperare di arrivare almeno fino alla fine del loro mandato, che per la maggior parte delle giunte provinciali in carica significa ancora tre anni e mezzo di vita.
«In questo decreto – continua a spiegare il Professor Mangia – si progetta di realizzare il trasferimento a Comuni e Regioni di tutte le funzioni che oggi sono riservate alle Province, fatte salve solo le funzioni di programmazione e raccordo.  Il che comporterà una serie di interventi legislativi per ridefinire gli assetti del governo locale: è infatti dai tempi della “Bassanini” (e cioè della legge sul “federalismo amministrativo” ndr) che le Regioni non si trovano a dover ripartire le funzioni amministrative tra Comuni e Province. Sicchè ora si prospetta un primo intervento del legislatore statale  e poi toccherà alle regioni intervenire per quanto di loro competenza. Ciò che è chiaro è che, dopo questi passaggi, alle Province sarà precluso (o dovrebbe essere precluso) l’esercizio di attività di amministrazione diretta sul territorio. Questo spiega anche la radicale semplificazione dell’organizzazione interna disposta dal decreto: queste saranno composte da un presidente e da un consiglio formato da non più di dieci membri, con l’eliminazione degli attuali apparati burocratici e con l’eliminazione del vertice di questi, e cioè assessori e giunta. Credo che in questo momento sarebbe stato impossibile fare di più: è facile dire di voler abolire le province, ma per farlo bisogna riscrivere la Costituzione, in particolare l’articolo 114, sicchè i tempi necessari alla cancellazione di questo livello di governo locale sono gli stessi della revisione costituzionale. Se poi vogliamo scendere nel merito del provvedimento, io, in tutta sincerità, non so quali grandi risparmi verranno dall’attuazione di questa riforma. Ci sono costi fissi rappresentati dal personale che deve essere riallocato presso Comuni e Regioni, per cui il rischio è di eliminare sì qualcosa, ma di aggravare il bilancio di questi enti, ampliandone le funzioni. E non riesco neanche ad immaginare il contenzioso che si svilupperebbe a tutti i livelli nel caso si volesse procedere a una riduzione in questo senso. Insomma, se si spostano le funzioni si sposta anche il personale e i costi relativi, sicchè la riduzione attesa potrebbe rivelarsi alla fine abbastanza circoscritta. Il vantaggio può forse essere rappresentato da un alleggerimento dei passaggi burocratici, ma dipende da ogni singola regione e settore».
Il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ha definito l’azione del governo Monti sulle Province «un gran pasticcio», affermando che sarebbe stato necessario «più coraggio». Il professor Mangia ribadisce il fatto che «più di così, con il tempo a disposizione, non si poteva fare. O si riscrive l’articolo 114 della Costituzione, eliminando quindi definitivamente le Province, oppure bisogna accontentarsi. Il punto è che queste cose non si fanno per decreto e con un tratto di penna, ma bisogna procedere a una riallocazione delle funzioni, del personale e delle risorse, e credo che il termine indicato, il 30 aprile 2012, sia già molto breve per compiere una operazione del genere. E’ comunque una grande novità negli assetti del governo locale. 


Sciopero mezzi pubblici Atac Roma oggi 9 dicembre 2025, stop metro e bus/ Info, orari e fasce di garanzia


Il rischio è che possa rivelarsi un provvedimento messo in campo solo per dare l’impressione di tagliare qualcosa: se si guarda agli altri interventi previsti dal decreto e che vanno sotto il nome di ‘riduzione dei costi della politica’, si ha l’impressione che non siano gran cosa. La verità è che ci troviamo di fronte a un apparato amministrativo gigantesco che si è sviluppato, negli anni Cinquanta e Sessanta, in una fase di crescita economica e di ritenuta illimitatezza delle risorse. Da allora la storia delle riforme della pubblica amministrazione è tutto un susseguirsi di proposte di alleggerimento e di ridefinizione. Per intervenire in questo ambito ci vorrebbe una riflessione ad ampio raggio che chiaramente non può essere fatta in tre o quattro mesi, sull’onda della necessità ed urgenza del provvedere.  Il rischio è quello di interventi di facciata e un po’ demagogici. Comunque quello sulle Province è comunque un provvedimento che troverà rapida attuazione e solo dopo potremo vedere quali risultati avrà prodotto, anche se personalmente ho qualche dubbio. Come dicevo, la questione delle Province dovrebbe essere collocata all’interno di una riflessione più generale sull’assetto complessivo di una pubblica amministrazione che è stata pensata per uno Stato sociale che adesso, a quanto sembra, non possiamo più permetterci. Piaccia o non piaccia, i tempi sono cambiati, anche da un punto di vista culturale. E questo decreto ne è una prova».


Roberto Palumbo, arrestato in flagranza primario del Sant'Eugenio di Roma/ "Tangente da un imprenditore"


(Claudio Perlini)


Ti potrebbe interessare anche

Ultime notizie di Roma

Ultime notizie

Gli archivi del canale di Roma

ilSussidiario.net

il Quotidiano Approfondito con le ultime news online

  • Privacy e Cookies Policy
  • Aiuto
  • Redazione
  • Chi siamo
  • Pubblicità
  • Whistleblowing
  • MOG 231/2001
  • Feed Rss
  • Tags

P.IVA: 06859710961

  • In primo piano
    • Ultime notizie
    • Cronaca
    • Politica
    • Economia e finanza
    • Sanità
    • Cinema e Tv
    • Calcio e altri Sport
  • Sezioni
    • Cultura
    • Energia e Ambiente
    • Esteri
    • Impresa
    • Lavoro
    • Educazione
    • Musica e Concerti
    • Motori
    • Scienze
    • Hi-Tech
    • Sanità, salute & benessere
    • Donna²
    • Milano
    • Roma
    • Oroscopo
    • Turismo e Viaggi
    • Sanremo
    • Meeting di Rimini
    • Sostenibilità e Sussidiarietà
    • Food
    • Chiesa
    • Trasporti e Mobilità
    • Osservatorio sull’informazione statistica
    • Tags
  • Approfondimenti
    • Rubriche
    • Dossier
    • Speciali
  • Riviste
    • Emmeciquadro
  • Firme & Multimedia
    • Autori
    • Intervistati
    • Editoriale
    • Foto
  • Feed Rss
  • Donazione
    • Sostieni ilSussidiario.net

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Accedi

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
  • In primo piano
    • Ultime notizie
    • Cronaca
    • Politica
    • Economia e finanza
    • Sanità
    • Cinema e Tv
    • Calcio e altri Sport
  • Sezioni
    • Cultura
    • Energia e Ambiente
    • Esteri
    • Impresa
    • Lavoro
    • Educazione
    • Musica e Concerti
    • Motori
    • Scienze
    • Hi-Tech
    • Sanità, salute & benessere
    • Donna²
    • Milano
    • Roma
    • Oroscopo
    • Turismo e Viaggi
    • Sanremo
    • Meeting di Rimini
    • Sostenibilità e Sussidiarietà
    • Food
    • Chiesa
    • Trasporti e Mobilità
    • Osservatorio sull’informazione statistica
    • Tags
  • Approfondimenti
    • Rubriche
    • Dossier
    • Speciali
  • Riviste
    • Emmeciquadro
  • Firme & Multimedia
    • Autori
    • Intervistati
    • Editoriale
    • Foto
  • Feed Rss
  • Donazione
    • Sostieni ilSussidiario.net