INTERVISTA/ Cutrufo: verso gli Stati generali, pensare in grande per il futuro di Roma

Martedì prossimo la città di Roma celebrerà i suoi Stati generali. Il vicesindaco MAURO CUTRUFO presenta le certezze di oggi e i progetti per il futuro della Capitale.

18.02.2011 - int. Mauro Cutrufo
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Alemanno e Cutrufo

Martedì prossimo la città di Roma celebrerà i suoi Stati generali, attesissimo appuntamento per fare il punto sui grandi progetti per il futuro della Capitale. La giunta Alemanno si presenta all’incontro con alcune certezze – la nascita del “quoziente Roma” per le famiglie, la tassa di soggiorno sui turisti – e con grandi ambizioni: dalla conquista delle Olimpiadi del 2020 al completamento del percorso verso Roma Capitale. Di queste sfide abbiamo parlato con Mauro Cutrufo, senatore e vicesindaco della città.

È passato un mese dal varo della nuova giunta e anche le deleghe ai consiglieri sono state attribuite. Il “rilancio” dell’azione della giunta sta funzionando? È possibile fare un primo bilancio?

«Dopo una prima fase il Sindaco ha ritenuto di registrare un cambio di passo. Il punto della situazione, anche dal punto di vista programmatico, la faremo il 22 e 23 febbraio in occasione degli Stati Generali della città, e vedo, in questo senso, una grande determinazione da parte di tutti ed una forte coesione sugli obiettivi che ci siamo posti».

Il numero delle deleghe è stato dimezzato, ma la trattativa è stata più lunga del previsto. Siete riusciti nell’intento di rendere più “efficiente” la struttura dell’amministrazione?

«Sono rimaste le deleghe essenziali. Comunque la vera rivoluzione per la città si chiama Roma Capitale. Questa riforma ha una portata veramente storica se si pensa che in tutto questo tempo Roma, l’ente locale più esteso d’Europa, è stata governata alla stregua di un Comune con meno di 10mila abitanti. La legge delega 42/2009, approvata dal Parlamento, ha già disposto per Roma Capitale più ampie competenze amministrative, il cui trasferimento sarà definito con il prossimo decreto legislativo. L’obiettivo è dotare la città di una governance efficiente e adeguata al suo ruolo».

Quoziente familiare: per molti osservatori la decisione del Comune di Roma per una fiscalità più vicina alle famiglie è importante, ma ancora non sufficiente. Andrete avanti su questa strada? E come?

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«Una delle priorità della giunta è proprio l’applicazione del quoziente familiare su Roma. Ad ottobre l’Assemblea capitolina ha votato all’unanimità una delibera programmatica per il quoziente familiare, il "Quoziente Roma”. La delibera prevede che famiglie con figli di età inferiore ai 24 anni e quelle con invalidi, disabili, o anziani oltre i 65 anni a carico, paghino meno servizi e tariffe comunali come asili nido, mense, trasporti scolastici, tariffa sui rifiuti o altre che verranno individuate da un tavolo di concertazione con le associazioni familiari e le parti sociali. Il "Quoziente Roma" rispetto all’Isee (Indicatore situazione economica equivalente) terrà quindi conto non solo del reddito, ma anche di altri e più articolati fattori. Le famiglie, che hanno sofferto la crisi di questo ultimo periodo, vanno sostenute e la fiscalità è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per farlo. Stiamo lavorando per riempire la delibera di contenuti concreti a sostegno delle famiglie».

 

Come procede il lavoro per Roma 2020? La città può farcela a conquistare le olimpiadi? Si era fatto il nome di Gianni Letta per la presidenza del comitato promotore delle olimpiadi: è un’ipotesi ancora valida?

 

«Le Olimpiadi sono una vetrina mondiale ineguagliabile per la città e per l’intero Paese che le ospita. La decisione su chi si aggiudicherà quelle del 2020 sarà presa qualche anno prima, nel 2013, ed è a quella scadenza che stiamo lavorando. Il primo passo è procedere speditamente alla realizzazione del Secondo Polo Turistico, che è sì propedeutico anche al progetto Olimpico, ma necessario allo sviluppo della città, sotto molti punti di vista e non solo sotto l’aspetto turistico. Per le opere previste siamo partiti da un approccio sistemico, che mette insieme edifici, viabilità, valorizzazione del verde, per la crescita di un’area della città di ben 27mila ettari. Realizzeremo una Città dei giovani ad Ostia, attraverso lo sviluppo del Waterfront, con servizi e intrattenimento, marine turistiche, spiagge e viabilità. Alla rinascita del mare di Roma, si accompagnerà quella dei suoi parchi verdi che saranno attrezzati per praticare sport e vivere la natura, e quella delle aree archeologiche presenti nell’area.

 

«A questo si aggiunge la creazione di un’offerta formato famiglia, con parchi a tema, come quello di Cinecittà che sarà inaugurato nel 2012, e l’acquario sotto il laghetto dell’Eur, che sarà pronto per essere messo a sistema nell’offerta museale didattica dell’Eur. Nuove possibilità ci saranno per il turismo del Golf, uno sport che è diventato recentemente a disciplina olimpica. Abbiamo messo a disposizione dei viaggiatori un portale che consente di prenotare e pagare online uno dei 18 campi che fanno parte del Golf District di Roma e scegliere il compagno di gioco. E avremo poi un sistema integrato di trasporti e strutture convegnistico-congressuali-fieristiche che avranno il loro cuore nella Nuvola di Fuksas. Roma arriverà al 2013 con oltre la metà delle opere completate e una capacità di accoglienza rinnovata, un plus che avrà il suo peso per l’evento olimpico».

 

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Tra i suoi impegni c’è quello per il turismo. La tassa di soggiorno ha ricevuto critiche dagli albergatori e lodi dagli economisti. Come sono andate queste prime settimane dall’entrata in vigore dell’imposta?

 

«Nel settore del turismo siamo usciti rafforzati da una delle crisi peggiori degli ultimi anni, con un numero di turisti nel 2010 (ne sono arrivati un milione in più) che ha superato quello che veniva considerato l’anno d’oro del turismo, il 2007. Anche a gennaio 2011 si conferma questa crescita. Dei 12-13 milioni di turisti che vengono a Roma ogni anno la maggior parte sono stranieri, e sono abituati al contributo di soggiorno, visto che lo riscuotono da tempo tante altre capitali internazionali, come New York e Parigi. A Roma le strutture ricettive coinvolte sono state circa 3.800 e dopo i primi giorni di ‘rodaggio’ non ci sono stati particolari problemi. Devo dire che anche le reazioni dei turisti, soprattutto degli stranieri, così come ce le hanno raccontate gli albergatori, sono state tutto sommato positive. Evidentemente hanno compreso che questo contributo serve a coprire le spese di quei servizi di cui i turisti normalmente si avvalgono quando visitano la città, ad esempio la pulizia delle strade o la rimozione dei rifiuti. In parte i proventi saranno utilizzati anche per la promozione del turismo. In città con un afflusso di visitatori massiccio e pressante, come Firenze, Venezia e appunto Roma, direi che questa è una misura assolutamente necessaria».

 

Si parla molto di Roma Capitale: i primi fondi sono già stati stanziati ma c’è ancora incertezza sulle competenze che verranno trasferite al Comune. Ci sono novità in questo senso?

 

«In questi giorni si è discusso di federalismo municipale, da cui trarranno vantaggio tutti i Comuni di Italia. Per l’ente speciale Roma Capitale, dopo il primo decreto legislativo, la svolta sarà ancora più evidente con l’approvazione del prossimo decreto che entra nel merito delle competenze. Su questo ci sarà un ampio coinvolgimento di tutti i soggetti interessati per arrivare a delle soluzioni il più possibile condivise, esattamente come è stato fatto fino ad ora».

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