IMPRESE/ Indagine congiunturale Cna: la ripresa tarda, arrancano le piccole imprese

- La Redazione

Dati Cna: benché la recessione sia ormai passata, la ripresa stenta ad arrivare e anzi le previsioni per il futuro sono tutt’altro che rosee.

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Foto: Imagoeconomica

I dati raccolti dalla Confederazione nazionale per l’artigianato e le piccole e medie imprese confermano una sensazione diffusa tra gli imprenditori della nostra Regione: benché la recessione sia ormai passata, la ripresa stenta ad arrivare e anzi le previsioni per il futuro sono tutt’altro che rosee. È quanto emerge dai risultati dell’indagine congiunturale semestrale condotta nel mese di gennaio 2011 dalla CNA di Roma con il supporto scientifico del CER (Centro Europa Ricerche) su un campione di oltre 400 imprese della provincia. L’indagine rileva i dati a consuntivo del II semestre 2010 e le aspettative degli imprenditori sul I semestre 2011.

La situazione è particolarmente preoccupante per le imprese con meno di dieci addetti. Per le aziende di maggiori dimensioni, infatti, è soprattutto l’export a trainare la crescita. In assenza di una proiezione sui mercati internazionali, lo stallo è quasi completo: il rapporto Cna si conclude allora con un’esortazione alla politica perché aumenti gli incetivi per le piccole aziende a cercare sbocchi all’estero.

Nella recessione la Regione Lazio ha registrato una minore contrazione di prodotto (circa la metà del valore nazionale); più rapido è stato il recupero nella seconda parte del 2009. Ma questa situazione di vantaggio relativo sembra essere venuta meno nel corso del 2010. Gli indicatori qualitativi elaborati dall’Isae segnalano una pausa nella fase di recupero. Il clima di fiducia è aumentato fino al primo trimestre 2010 ed è poi rimasto sostanzialmente invariato; il giudizio sugli ordinativi e le attese di produzione sono fermi sui livelli già riscontrati a fine 2009.

Anche nella Provincia di Roma, il ciclo espansivo non è ancora consolidato e il terreno perso nel corso della recessione non ancora recuperato. Gli indicatori misurati da Cna Roma (produzione, ordini, fatturato, fatturato estero e utile lordo) sono in miglioramento, ma continuano a presentare valori negativi, segnalando che una nuova fase di espansione non ha ancora preso avvio.

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L’utile lordo è la grandezza aziendale che a giudizio degli imprenditori continua a risentire in misura maggiore della crisi economica. Il saldo delle risposte riferito al primo semestre 2011 si risale lievemente, a -22,8%. Le imprese che registrano riduzioni di margini superano ancora per più di un quinto quelle che sono tornate a dichiarare aumenti della profittabilità.

 

Lievemente migliori, ma comunque sempre in territorio negativo, sono i saldi riferiti a fatturato, ordini e la produzione. Per primo semestre 2011 il valore dei saldi sale per il fatturato a -14,4%, per gli ordini del -12,6%, per la produzione del -11,1%. La grandezza che seppur ancora leggermente negativa mostra una tenuta migliore nei confronti della crisi è la quota di fatturato proveniente dalle esportazioni che per il primo semestre 2011 ha un saldo appena negativo ( -1,5%).

 

«Guardare ai mercati esteri – conclude il rapporto – è una risposta vincente alla crisi anche per le imprese più piccole, che potrebbero intraprendere percorsi di internazionalizzazione consoni alla loro dimensione. Andrebbero rafforzati, a tal fine, gli strumenti pubblici di sostegno, anche in considerazione del fatto che la legge regionale sull’internazionalizzazione è ferma dal 2009 e che la Regione Lazio nel 2010 non ha siglato l’accordo di programma con l’ICE, con il quale sarebbe stato possibile portare risorse e percorsi indispensabili in questo momento particolarmente delicato».

 



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