REGIONE/ Abbruzzese (Pdl): Alla Pisana tagliamo i costi, le spese folli sono di chi ci ha preceduto

- La Redazione

Il presidente del Consiglio regionale replica all’articolo di ieri di Sergio Rizzo, che accusava la Regione Lazio di sperperare denaro

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Foto Imagoeconomica

Dopo l’articolo di Sergio Rizzo, che sul Corriere della Sera di ieri criticava aspramente gli sprechi da parte delle istituzioni regionali del Lazio, arrivano le prime repliche dalla Pisana. Tra i bersagli di Rizzo, in particolar modo, il presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese, del Popolo della Libertà, “reo” di spendere oltre un milione e mezzo di euro in spese di rappresentanza, al quale è stata dedicata la foto principale dell’articolo.

«In soli da nove mesi abbiamo messo in piedi un risparmio di oltre sei milioni di euro», ha ribattuto il diretto interessato, sottolineando come si sia proceduto a tagliare del 10 per cento gli stipendi dei direttori e dei vertici apicali della dirigenza regionale, e a ridurre il parco autovetture. Undici i veicoli eliminati dalla giunta, per un risparmio complessivo di 750 mila euro.

Abbruzzese ha replicato poi nel merito a Rizzo, fornendo cifre diverse di quelle a disposizione del giornalista: «Le spese di rappresentanza poi che nell’esercizio finanziario 2009 erano pari a un milione e 841mila euro, sono scese nel 2011 a 750mila euro». Soldi in gran parte destinati a patrocinare iniziative meritorie delle realtà locali del Lazio.

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Il presidente del Consiglio regionale ha poi replicato all’osservazione di Rizzo sul paradosso che la Pisana avesse una sede di rappresentanza nella stessa Roma: «Abbiamo rescisso il contratto di locazione della sede di rappresentanza di Roma in via Poli.

 

Ciò significa che a partire dal 31 Marzo, ovvero rispettando i termini contrattuali di disdetta della locazione, questo Consiglio regionale abbandonerà la sede e non dovrà più sostenere il costo annuo di oltre 300mila euro, una cifra da capogiro che questo Consiglio spende dal 2002 e sulla quale nessuno fino ad oggi aveva posto obiezioni».

Come a dire: i dati di Rizzo sono corretti, ma il dito lo si punti contro chi ci ha preceduto.

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