CAMPI ROM/ Il comune invoca poteri speciali per affrontare l’emergenza

- La Redazione

Sveva Belviso, assessore ai Servizi sociali del comune di Roma, ha detto che la soluzione della crisi è l’attribuzione al Campidoglio di poteri speciali. «È un problema di tutto il Paese, non solo di Roma»

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foto: Imagoeconomica

«L’azione che l’amministrazione si sente di mettere in atto per rispondere a questa tragedia passa per i Poteri speciali». Così l’assessore ai Servizi sociali del comune di Roma Sveva Belviso, intervenuta nella giornata di lutto cittadino in memoria dei quattro piccoli rom morti nel rogo di domenica sera.

«Sono situazioni che accadono di continuo. Potrebbero accadere anche in questo momento in cui parliamo» è l’allarme lanciato dall’assessore. «I nomadi si nascondono, perché sanno di vivere in condizioni difficili. La loro situazione è impossibile da affrontare». La Belviso ha così confermato le voci che vogliono il Campidoglio premere perché gli vengano attribuiti dal governo poteri speciali per mettere in sicurezza la situazione delle baraccopoli, e ha affermato che il comune è impegnato in una seria pianificazione per rispondere all’emergenza.

Dunque, ha continuato la Belviso, «il piano nomadi è una cosa ben specifica, la realizzazione di strutture d’emergenza temporanea un’altra. Stiamo lavorando in collaborazione con le risorse della Protezione civile. Proprio ieri il capo della Protezione civile ha effettuato alcuni sopralluoghi su siti che hanno dato la propria disponibilità ad accogliere nuove strutture».
Tanti piccoli nuclei, perché «Roma non può permettersi una tendopoli unica. Ci saranno più strutture idonee. C’erano tanti micro-insediamenti, con poche persone, e gli effetti dell’apertura delle frontiere erano difficilmente immaginabili».

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L’assessore ha ricordato che, per l’Unione Europea, i cittadini che si spostano da un Paese all’altro «lo possono fare, ma devono potersi mantenere da soli. E questo lo rende un problema non solo di Roma, ma dell’intero sistema-Paese».

 

Secondo Luciano Lagamba, segretario di Sei, il sindacato Emigranti e Immigrati dell’Ugl, quella dei campi è una «logica da superare», superando la demagogia legata al momento di emergenza, per concentrarsi piuttosto ad una programmazione organica. Lagamba, che ha lamentato l’assenza di una seria politica abitativa, ha fatto presente che la soluzione al problema è «la regolarizzazione lavorativa» del sottobosco di attività in cui oggi sono impiegati i membri della comunità nomade.



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