LAZIO/ Trovata una microspia nell’ufficio della presidente Polverini

Negli uffici della Regione Lazio, tra cui in quello di Renata Polverini, sono stati trovati apparecchi per le intercettazioni, cimici, microspie e una microcamera. La Procura indaga

11.04.2011 - La Redazione
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Il sindaco Alemanno e Renata Polverini

MICROSPIA NELL’UFFICIO DELLA POLVERINI – Negli uffici della Regione Lazio, tra cui in quello di Renata Polverini, sono stati trovati apparecchi per le intercettazioni, cimici, microspie e una microcamera. La Procura indaga

Sono stati trovati, negli uffici della regione Lazio, all’Eur, impianti di intercettazione, cimici, microspie e una microcamera. Tra le stanze spiate, anche quella della governatrice Renata Polverini. I congegni sono stati trovati nel corso di una bonifica iniziata alcuna settimane fa. Nel frattempo, la Procura sta indagando sull’episodio. L’11 marzo scorso,  la Polverini aveva subito un tentativo di furto. L’abitazione della presidente era stata messa a soqquadro, ma sembra che allora non fu rubato nulla.

I ladri erano riusciti a entrare all’interno disattivando l’antifurto. Pochi giorni prima, il 28 febbraio, un altro tentativo fu sventato dagli inquilini di un condominio a fianco dell’abitazione della polverini, che vedendo due persone che si stavano arrampicando sull’edificio, avevano dato l’allarme. «Ho subito due tentativi di furto a casa. A questo punto mi viene da dire che sono apparentemente falliti…» ha dichiarato la Polverini nel corso di una conferenza stampa nel suo studio.

«Ieri sera tornando dal Vinitaly mi hanno dato la notizia di aver trovato una microspia nella mia stanza in Regione. Questa situazione mi dà amarezza», ha aggiunto, mostrando il punto in cui è stata collocata, nella presa della corrente dietro il televisore.

  «Capitava di firmare un decreto a mezzanotte – ha detto – e prima che io lo rendessi noto e ancor prima di andare sui giornali c’era chi sapeva. Non so chi possa avere interesse a spiarmi: se la malavita, i servizi deviati o aziende, che direttamente o indirettamente, stiamo penalizzando con la nostra azione riformatrice».

 

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