RIONI E QUARTIERI/ Esquilino, quando degrado e criminalità non uccidono il desiderio di cambiare

EMMA AMICONI e ROBERTO CREA raccontano i disagi dell’antico quartiere romano. Tra rifiuti, criminalità e promesse non mantenute, i cittadini si battono per salvare il rione dal degrado

13.04.2011 - La Redazione
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I residenti protestano contro il degrado dell'Esquilino

Il quartiere Esquilino sorge nel primo municipio, proprio al centro di Roma. Un rione che torna a far parlare di sé a causa del degrado in cui versa da troppo tempo. Rifiuti, parcheggi selvaggi, criminalità. L’Esquilino è stato abbandonato, dice qualcuno. No, l’Esquilino non è solo. Nel quartiere sono presenti realtà forti, vive, a partire dagli stessi residenti. Associazioni, centri giovanili, iniziative e proposte per cercare di far tornare la luce in un quartiere che da troppo tempo vive nell’ombra: IlSussidiario.net ha intervistato Emma Amiconi, responsabile della newsletter del quartiere, “Esquilinotizie”, e Roberto Crea, portavoce di “Cittadinanzattiva” Roma Centro, un movimento di partecipazione civica per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori: “La newsletter – spiega la Amiconi –  circola da due anni ed ha lo scopo appunto di far circolare il più possibile informazioni, notizie, proposte e qualche volta anche proteste dei residenti del quartiere che spesso affrontano dei problemi  di cui la stampa quotidiana si occupa raramente. Lo scopo è di rafforzare questa rete di idee e di impegno nel quartiere Esquilino che, essendo un cuscinetto tra il centro della città e la stazione, è sempre sul filo del rasoio”.

“Cittadinanzattiva – ci dice Roberto Crea –  è un movimento nazionale, presente su tutto il territorio italiano diviso dal punto di vista organizzativo in segreterie regionali. A Roma siamo presenti praticamente in tutti i municipi: io coordino il primo, secondo, terzo e quarto. Abito all’Esquilino, cioè il primo municipio, e con le altre persone stiamo creando molte iniziative. Noi non chiediamo di prendere le situazioni in mano in prima persona, ma cercare di  far capire ai cittadini come essere cittadini attivi e come poter  prendere l’iniziativa. Abbiamo anche creato questa newsletter, proprio per cercare di essere un punto di riferimento per le proposte ma anche per le proteste dei cittadini del rione, in mancanza di una classe politica all’altezza della situazione. E’ quindi importante che le associazioni civiche diventino uno strumento operativo dalla parte dei cittadini per migliorare la situazione, non trovando riscontro nella politica. Noi facciamo il nostro compito e chiediamo alle istituzioni di fare il loro”.

Parlando del quartiere, i due intervistati concordano sulla bellezza e il fascino del rione, eppure qualcosa non va e, semplicemente camminando per le strade dell’Esquilino, si può notare che la situazione non è delle migliori. Roberto Crea spiega che “l’Esquilino è un rione bellissimo, che offre molti spunti diversi. Eppure  la trascuratezza da parte delle istituzioni è totale ed il quartiere è completamente abbandonato a sé stesso. Sappiamo che lo spaccio di droga e la ricettazione stanno aumentando, come dimostrano numerosi video delle telecamere di una farmacia. Ma non interviene nessuno. Quando invece si presenta un piccolo intervento da parte delle forze dell’ordine, viene arrestato uno spacciatore che dopo tre giorni te lo ritrovi nello stesso punto.  Noi ci stiamo muovendo su diversi fronti, intanto chiediamo che ci sia un confronto forte e vero con le istituzioni, perché la responsabilità civile è un’altra cosa rispetto alla politica. Noi siamo un simbolo, possiamo controllare e proporre, ma non siamo la politica, non siamo noi che prendiamo le decisioni. Però esigiamo che qualcuno le prenda, dopo un vero confronto con i residenti”.

Gli abitanti aspettano interventi e finanziamenti di cui ancora non si vede traccia. Il giardino di Piazza Guglielmo Pepe, proprio di fronte al teatro Ambra Jovinelli, o i portici di Piazza Vittorio Emanuele II, sono spesso in condizioni critiche: “Noi ogni sabato mattina andiamo armati di secchi d’acqua e spatole a rimuovere i numerosi manifesti a Piazza Vittorio dove c’è il divieto di affissione, ma il giorno dopo tutto torna ad essere come prima. Sono mesi che chiediamo un intervento sul giardino di Piazza Pepe”, continua la Amiconi, “più volte sia l’amministrazione comunale che il sindaco, grazie a varie fonti di finanziamento, hanno promesso degli interventi che poi di fatto non ci sono stati. Ci sono alcune zone, dove effettivamente il livello di degrado è alto; e dove c’è degrado si creano atti di micro criminalità. Tutto questo è stato scritto nella lettera che abbiamo preparato insieme ad altre associazioni, per poterci rivolgere a tutte le istituzioni, amministrative e non, per chiedere un maggior controllo del territorio, una maggiore pulizia e una maggiore presenza, anche per il rispetto della legalità”.

Spiega Roberto Crea: “Mancano controlli, manca un ruolo guida da parte delle istituzioni, manca soprattutto un progetto integrato. Ultimamente sono stati spesi  circa 35.000-40.000 euro per risistemare un parco, con la creazione di un’area per i cani, senza chiedere niente a nessuno, senza chiedere quali fossero le priorità, quando proprio a due passi c’è un’area giochi per bambini devastata, con strutture rotte, spuntoni, recinzione rovinata, come un cantiere. Chiediamo che le istituzioni controllino, perché quello che manca è un vero progetto di riqualificazione del territorio. Interventi così non portano a niente”.

Intanto molti residenti hanno già cominciato ad attuare un’iniziativa di protesta, cioè porre drappi neri fuori dalle finestre per segnalare le strade più sporche o più pericolose. Una protesta pacifica e silenziosa, in cui ogni abitante del quartiere fa quel che può per partecipare attivamente al tentativo di riqualificazione del territorio: “Ciascuno deve dare il suo contributo, perché già da parte delle associazioni dei cittadini c’è una volontà indomita di darsi da fare, di collaborare, di segnalare, di contattare, ma non può essere un discorso a senso unico. Noi abbiamo un obiettivo fondamentale a cui stiamo puntando: la partecipazione, l’iniziativa, partendo dai cittadini, facendoli sentire protagonisti, per incontrarsi e migliorare la situazione con segnalazioni, denunce e qualche volta  provocazioni.”

Prossimo appuntamento il 19 aprile, in cui verrà presentato proprio in Piazza Guglielmo Pepe il progetto per il risanamento del giardino, con la speranza di poter finalmente ottenere gli interventi ed i finanziamenti promessi.

 

(Claudio Perlini)

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