INCHIESTA/ Taxi e Ncc a Roma: la parola ai tassisti

- La Redazione

Dopo aver letto l’intervista al responsabile della ditta NCC, un tassista romano ha deciso di rispondere, mantenendo l’anonimato, per raccontarci la sua versione della situazione taxi a Roma

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Una manifestazione degli NCC a Roma (Imagoeconomica)

«Se su un motore di ricerca qualsiasi si digita “Taxi Barcellona” appare immediatamente la principale compagnia di Taxi della famosa città spagnola, mentre se si digita “Taxi Roma” saltano fuori cinquecento compagnie diverse, anche se sono tutti noleggiatori. Il link ufficiale di Roma si chiama infatti “Vivi Roma in Taxi”, ma non lo troverebbe nemmeno un hacker». Parola di un tassista romano doc che con questa intervista in forma anonima dà il suo contributo all’inchiesta iniziata da IlSussidiario.net sulla situazione dei trasporti nella città di Roma.

«Il rapporto tra noi e il turista – continua il tassista – si esaurisce nella domanda “How much?”, cioè “Quanto costa?”, seguita dall’inutile tentativo di spiegazione sul funzionamento di un  tassametro. Questo non fa altro che favorire le “mele marce” di quella categoria che non riusciamo a estirpare, gli (NCC), che alla stessa domanda rispondono semplicemente “Ten euros each”. Dieci euro a testa, senza che il turista capisca di essere vittima di un furto».

Secondo lei quali sono i principali problemi del trasporto a pagamento nella Capitale?

L’informazione che praticamente non esiste: bisogna far sapere quanto costa il taxi, quanto costa lo scatto iniziale e quant’è la tariffa al chilometro. “Casualmente” negli alberghi ci sono invece tutte le informazioni che riguardano i noleggiatori: se si naviga sui siti Internet di queste strutture si possono vedere alla voce “services” tutti i vari modi per andare dall’albergo all’aeroporto e viceversa, e secondo lei si tratta di taxi? Assolutamente no, sono tutte compagnie di noleggio.

Come fanno gli NCC ad avere questo “privilegio”?

Il cliente chiede un taxi e l’autista NCC iaspetta fuori. Il turista pagherà circa cento euro per il trasferimento dal centro città all’aeroporto e l’albergo intascherà la sua percentuale.

Si può fare?

L’autista NCC non può stare fuori dall’albergo, in una pubblica piazza, ma è costretto a restare in un garage e a uscire solo quando viene prenotato. Visto però che normalmente il cliente chiede un taxi mentre sta saldando il conto l’NCC non farebbe mai in tempo. E così decide di appostarsi all’esterno, anche se è assolutamente vietato dal regolamento.

Quali sono quindi le differenze tra taxi e NCC?

Il noleggio a Roma si è trasformato in un taxi senza tassametro, senza orario di servizio e che effettua solo spostamenti d’élite. Noi invece portiamo tutti, con corse anche da cinque euro che non aiutano a fare giornata. Quelli dell’NCC si mettono in giacca e cravatta e usano macchine eleganti: io se devo correre dietro a qualcuno che non mi paga ho bisogno delle scarpe da ginnastica, mentre se indossassi la cravatta mi rapinerebbero.
Inoltre non posso comprare una macchina da 50mila euro con corse da 5-10 euro e con la necessità di cambiare vettura ogni quattro anni, sperando che non subisca danni gravi prima.

Cosa pensa delle licenze false di cui spesso si parla?

Ci sono Comuni minori che hanno emesso licenze senza un bando pubblico di concorso e, su singole responsabilità degli assessori competenti, hanno emesso questi pezzi di carta con timbri che formalmente sono regolari, ma che in realtà non lo sono per niente, perché non c’è stato il bando.

Perché a Roma è così evidente questo attrito tra tassisti e autisti NCC?

Perché a Roma ci sono dei tassisti che hanno venduto i propri taxi e hanno acquistato macchine da noleggio con cui continuano a fare il lavoro dei tassisti, e ora gli NCC sono circa 6-8 mila.

Perché lo fanno?

Le faccio un esempio: una mattina lei arriva a Fiumicino e io la prendo con il mio taxi. Magari le sono simpatico e mi chiede di venirla a riprendere all’uscita dell’ufficio alle cinque del pomeriggio, per portarla di nuovo all’aeroporto. Io sono costretto a dirle di no, perché stacco alle due: c’è uno strumento che registra l’orario di servizio quindi non possiamo lavorare oltre la fine del turno. Invece un autista NCC non ha di questi problemi e se vuole può lavorare anche 24 ore di seguito senza mai fermarsi.  

Lei quante corse fa al giorno?

Siamo arrivati a fare dieci corse al giorno che ci fanno incassare 120 euro. Tolte le spese diventano 50 euro al giorno che per 26 giorni al mese sono 1.300 euro. E senza tredicesima, quattordicesima e ferie siamo con l’acqua alla gola.

È per questo che avete scioperato?

Esatto. Siamo scesi in piazza contro Alemanno per la legalità, per tutte le auto che invece di stare in un garage stanno per strada, per tutti i controlli che subiamo e per tutti i corsi che dobbiamo sostenere senza che nessun altro debba farli.

Il responsabile dell’azienda NCC che abbiamo intervistato prima di lei ci ha detto che molti tassisti, dall’aeroporto al centro città, fanno pagare anche 40 euro a testa…

Le mele marce si trovano ovunque. Quando il turista arriva a Fiumicino e chiede “How much?” c’è il rischio che incontri quello che vuole fregarlo. E qui si ritorna al problema dell’assenza di un’adeguata informazione. Io ho incontrato quattro spagnoli che si erano informati sulle tariffe e, dopo aver visto che il treno sarebbe costato loro 14 euro, hanno convenuto che avrebbero risparmiato prendendo il taxi.

Quando si applica la tariffa fissa a Roma?

La città è cinta dalle Mura Aureliane. Da Fiumicino verso una destinazione all’interno di queste mura, la tariffa sarà fissa di 40 euro, tutto compreso, anche i bagagli. Dall’aeroporto di Ciampino gli euro saranno invece 30. Ma voglio comunque precisare che con il tassametro, per arrivare poco dopo le Mura, parliamo di una differenza di pochi euro. La tariffa fissa serve unicamente per tranquillizzare il cliente.

Invece gli NCC quanto costano?

Per portare una persona da un albergo in centro fino alla stazione Termini, tragitto che noi facciamo pagare circa dieci euro, chiedono non meno di trenta euro. Molte persone pagano tranquillamente perché preferiscono l’autista in giacca e cravatta e la macchina più elegante, ma la massa, il popolo non pagherà mai quella cifra, e in più c’è sempre lo zampino dell’albergo.

Il suo punto di vista mi sembra molto chiaro. Vuole aggiungere ancora qualcosa?

Vorrei sfatare il mito secondo cui i tassisti romani sono ricchi: io abito in un “grigio e fumoso palazzo di periferia”, come i giornalisti italiani amano raccontare, e uso il taxi anche come macchina privata: pensi che ci sono andato anche in viaggio di nozze, col taxi giallo.
E vorrei anche smentire la leggenda secondo la quale abbiamo fatto eleggere il sindaco Alemanno: secondo lei come fanno 8.000 persone su due milioni e mezzo di votanti a influire sul risultato finale?

(Claudio Perlini)

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