LA STORIA/ Chi l’ha detto che non si può vendere un’idea?

- La Redazione

MARCO PANELLA ci parla di Artix, società che non offre servizi, ma vende le proprie idee che portano poi a sviluppare grandi iniziative culturali:”A Roma però ci sono difficoltà impensabili”

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Vendere le proprie idee per sviluppare progetti (Imagoeconomica)

«Siamo nati tre anni fa dopo aver maturato un’esperienza quasi ventennale, ciascuno nel proprio campo. Ci siamo incontrati e così ognuno ha potuto portare le sue idee e la sua storia». Marco Panella, intervistato da IlSussidiario.net, è presidente di Artix Società Cooperativa che non lavora per conto terzi, ma sviluppa le proprie idee per trasformarle in vere e proprie iniziative, principalmente culturali. «Non offriamo servizi, ma vendiamo idee che prima di tutto devono piacere a noi. In un secondo tempo ci rivolgiamo a imprese e istituzioni a cui presentiamo il nostro progetto, che a quel punto necessita delle dovute risorse e sponsorizzazioni».

Può farci un esempio di  un’iniziativa che avete curato recentemente?

Lo scorso anno, dal 3 agosto al 14 novembre, abbiamo fatto una mostra ospitata ai Mercati di Traiano in cui abbiamo voluto raccontare gli anni Cinquanta italiani. Dopo aver fatto un accordo di partnership con Cinecittà Luce, abbiamo avuto accesso al loro archivio in cui abbiamo potuto selezionare le immagini che ritenevamo più utili. Da queste immagini è nata la mostra che ha avuto un grande successo e che adesso andrà a New York per continuare il suo percorso.

Eventi che vedremo tra poco?

Il Trastevere Noir Festival, che dal 5 al 9 luglio proporremo per il terzo anno al Museo di Roma in Trasetevere. Interverranno gli autori e verranno presentate docufiction insieme ad altri contenuti, come una mostra sul fumetto in giallo e nero, quindi cercando di abbracciare i vari linguaggi attraverso i quali si esprime il noir come genere letterario. Tutte queste iniziative sono nostre invenzioni, il che ci rende atipici, e nel panorama delle imprese ci collochiamo in una nicchia molto specifica.

Una volta trovata l’idea come vi muovete?

Le nostre idee diventano progetti, dopodiché andiamo a presentarli in giro. Gli aspetti importanti sono principalmente due: la partnership, trovare un ente con cui collaborare per i contenuti e le risorse per produrre e finanziare il progetto.

Quali sono le principali difficoltà che si incontrano nel fare impresa a Roma?

Dico sempre che chi fa impresa a Roma può farla ovunque, perché di certo non è facile. Le condizioni sono molto cambiate rispetto a vent’anni fa. A quel tempo abbiamo potuto iniziare con una certa “leggerezza”, perché il mercato consentiva anche a degli outsider come noi di esprimersi e di sopravvivere. Anche il mondo della pubblica amministrazione vive un momento di grande difficoltà nel rapporto con le imprese, che a volte può essere definito quasi conflittuale.

Può spiegarsi meglio?

Spesso la pubblica amministrazione attiva procedure che sono spiegate male o che sono  addirittura contrastanti tra loro, quindi l’impresa si trova schiacciata da questo soggetto che ha praticamente tutta la possibilità di fare, ma che non riesce a essere coerente nelle decisioni che prende. Non c’è capacità contrattuale con la pubblica amministrazione, ma soltanto la possibilità di rispettare le regole. Ben vengano, ma che siano chiare, univoche e non passibili di diverse interpretazioni.

Anche la crisi economica non aiuta…

La situazione attuale non è facile per nessuno e una piccola impresa deve intraprendere necessariamente un regime di controllo e di riduzione dei costi per essere il più elastica possibile. Sicuramente la forma della società cooperativa risponde meglio a queste difficoltà perché ha un’agilità diversa, ma il momento economico si fa sempre sentire.

Cosa pensa della giornata del Matching organizzata dalla Compagnia Delle Opere il prossimo 7 luglio?

È senza dubbio un evento molto interessante. Oggi è sempre più importante fare rete, un obiettivo che non si dovrebbe mai evitare per trovare sinergie e nuove opportunità. Quella del matching è senza dubbio la formula vincente…

(Claudio Perlini)

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