CRISI/ Giammaria (Confesercenti): non basta il turismo, siamo soli “contro” centri commerciali e caro affitti

Il turismo capitolino è in aumento eppure le vendite sprofondano nonostante i saldi e la scelta degli esercenti di Roma di restare aperti ad agosto. Il commento di VALTER GIAMMARIA

11.08.2011 - int. Valter Giammaria
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I saldi a Roma (Foto Ansa)

Nonostante il caldo e la concorrenza delle zone balneari, il turismo estivo capitolino è in aumento e i turisti, soprattutto brasiliani e cinesi, scelgono di visitare le meraviglie della città eterna, solitamente meta primaverile, anche in agosto. Rispetto al 2010 è stato registrato un aumento di arrivi tra l’8 e il 9%, anche se per molti il soggiorno non dura più di qualche giorno, a causa dei prezzi sempre più bassi dei voli low cost che permettono di viaggiare di più e di visitare diverse località. Nonostante il dato turistico positivo, i commercianti romani continuano a vivere una profonda crisi legata alle vendite, sempre più basse, e agli affitti dei locali, sempre più alti. I saldi estivi, che termineranno il 12 agosto, hanno fatto registrare dati che gli esperti hanno definito disastrosi, con cali di acquisti alti al centro della città, e altissimi nelle zone periferiche, nonostante la maggior parte degli esercenti romani, per fronteggiare la grave crisi economica, abbia deciso di tenere alzate le saracinesche dei negozi per tutto il mese estivo.  IlSussidiario.net ha intervistato Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma.

Presidente, cosa significa vedere i negozi aperti per tutto il mese agosto?

Significa che, come abbiamo detto già da tempo, il settore dell’imprenditoria commerciale si trova in una profonda crisi che va avanti già da qualche anno. Questa proviene da un calo dei consumi, che a sua volta è dovuto ai salari non più equiparati al costo della vita che invece è sempre più alto. Basti pensare che solo nei primi sette mesi di quest’anno hanno chiuso già circa mille attività soltanto a Roma. Un altro problema del settore riguarda poi la sfrenata apertura dei centri commerciali e di outlet nella nostra città.

Che problemi creano?

I centri commerciali creano grandi problemi ai negozi di vicinato, infatti oggi possiamo vedere tante importanti strade di Roma in cui molti negozi sono chiusi, anche nel centro storico della città. Per non parlare della periferia, dove il numero dei negozi è sempre più basso. Non diciamo di non aprire centri commerciali e outlet, però in una città come la nostra che ha un settore molto consolidato, formato da circa 60 mila aziende di vicinato, è ovvio che bisogna avere una programmazione forte riguardo all’apertura di questi grandi centri.

Come commenta la riduzione di acquisti nel periodo dei saldi?

Già nei primi giorni abbiamo assistito a un segno meno sulle vendite, che col passare del tempo è andato sempre più peggiorando. Da tempo diciamo che la scelta di anticipare i saldi non porta alla soluzione, perché il vero problema è il fatto che per i consumatori i giorni dedicati ai saldi stanno sempre più diventando come gli altri giorni dell’anno. Il saldo deve invece ritornare a essere un evento, della durata di quattro settimane e di fine stagione.

Come mai l’aumento del turismo non porta benefici agli esercenti?

Il turismo estivo, per quanto riguarda le vendite, non è uno dei più ricchi, però è ovvio che questo aumento ha portato comunque qualche miglioramento. Questo riguarda però solo il centro storico, dove possiamo vedere un calo del 15%, mentre nel resto della città, soprattutto nelle periferie, assistiamo a cali di vendite anche tra il 25 e il 40%.

Cosa pensa invece del problema del caro affitti?

Che è molto serio e porta alla chiusura di molti locali. Non è possibile variare gli affitti di oltre 10, 15 o 20 mila euro/mese, oppure anche di 35 mila euro nelle strade più importanti di Roma. Con queste cifre un normale imprenditore non può farcela, e proprio per questo noi di Confesercenti già da anni stiamo avanzando proposte affinché le istituzioni intervengano, anche se si tratta più di un problema nazionale: il governo deve assolutamente porre un limite a questa liberalizzazione degli affitti indiscriminati del settore non abitativo, perché tante piccole e medie imprese, fiore all’occhiello della nostra economia, si trovano ora in ginocchio. Basti pensare che solo negli ultimi due anni 56 mila persone hanno perso il posto di lavoro nel settore del commercio.

Quanto sono vicine a questi problemi le istituzioni romane?

Sono molto lontane, e non vivono seriamente questo problema. Un settore come il commercio, che ha dato ricchezza, posti di lavoro, sicurezza e bellezza alla città dovrebbe essere molto più considerato. Invece vediamo amministrazioni lontane anni luce dai reali problemi.

 

(Claudio Perlini)

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