ROMA/ Inaugurato al Laurentino il cimitero per i bambini mai nati

Oggi a Roma è stato inaugurato all’interno del camposanto del Laurentino il “Giardino degli Angeli”, un cimitero formato da un’area di circa 600 metri quadri per i bambini mai nati

04.01.2012 - La Redazione
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Foto: Fotolia

Oggi a Roma è stato inaugurato all’interno del camposanto del Laurentino il “Giardino degli Angeli”, un cimitero per i bambini mai nati. Si tratta di una vasta area di circa 600 metri quadrati in cui sarà possibile seppellire chi non è potuto venire al mondo a causa di un’interruzione di gravidanza. Durante l’inaugurazione di oggi, il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, ha prima piantato nel giardino del cimitero, vicino a due statue di angeli,  una pianta di camelie, e poi ha detto che «questo progetto risponde alle richieste di chi vuole assicurare al proprio bambino non nato un luogo di sepoltura». La Belviso ha poi continuato a spiegare che l’iniziativa «non vuole intaccare assolutamente i principi sanciti dalla legge 194 sull’aborto, ma vuole dare una risposta alle richieste di coloro che intendono seppellire il loro figlio mai nato». Le lapidi dei bambini mai nati saranno tutte bianche e potranno essere poste mantenendo l’anonimato. Pochi mesi fa avevano fatto parlare le critiche mosse da esponenti del sindacato Fp-Cgil Medici dopo la notizia del protocollo di intesa approvato con delibera del 22 luglio scorso tra l’Azienda Ospedaliera S. Anna e San Sebastiano di Caserta e l’Associazione Difendere la vita con Maria, con sede a Novara, il cui fine era quello di garantire la sepoltura di tutti i “bambini non nati”, in pratica i feti abortiti. “Una violenza psicologica sulle donne”, e ancora: “Scelta ideologica di natura religiosa a danno della salute della donna”, erano le critiche mosse dagli esponenti del sindacato, e sulla polemica era intervenuto anche il sottosegretario Roccella, che parlava di “scelta di civiltà e umanità”. IlSussidiario.net aveva raggiunto in quell’occasione il neonatologo Carlo Bellieni per un commento, il quale aveva detto che «il fatto di avere un luogo dove rincontrare il bambino abortito è una possibilità molto importante per la donna di elaborare il suo lutto. Questa cosa è suggerita da studi psichiatrici che non hanno nulla di religioso. Esiste una approfondita letteratura scientifica che dimostra i drammi psichiatrici a cui va incontro la donna che ha aborrito, e non centra aver seppellito il feto o no.

E’ dimostrato scientificamente che la donna che ha abortito in modo volontario va incontro a maggiori problemi psichiatrici come la depressione della donna che ha perso il bambino spontaneamente».

 



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