BANCO FARMACEUTICO/ Quella mamma che dona un farmaco per “insegnare” la carità ai suoi bimbi

- La Redazione

La giornata nazionale di raccolta del Banco Farmaceutico coinvolge la realtà di moltissime città italiane. CONSUELO DE LORENZI ci racconta come si vivrà questo gesto a Roma

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Foto Infophoto

Domani a Roma, come in tutte le città italiane, si terrà la XII Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco, promossa dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus. L’obiettivo è quello di aiutare le persone indigenti rispondendo al loro bisogno farmaceutico, attraverso la collaborazione con le realtà assistenziali che operano sul territorio. Recandosi nelle farmacie che espongono la locandina del Banco Farmaceutico, si potrà acquistare e donare un farmaco da banco a chi oggi vive ai limiti della sussistenza (8 milioni e 272mila persone in Italia, secondo i dati ISTAT sulla povertà relativi al 2010).
A Roma e Provincia sono 143 le farmacie che hanno aderito all’iniziativa che andrà a favore di 20 enti caritativi.
Alla Giornata hanno fornito un importante sostegno istituzioni come il Comune di Roma, il Consiglio Regionale del Lazio, la Facoltà di Farmacia dell’Università La Sapienza, Assiprofarm Roma e Romana Recapiti.

Ilsussidiario.net ha intervistato Consuelo De Lorenzi, che gestisce i rapporti con gli enti caritatevoli per conto del Banco Farmaceutico di Roma.

De Lorenzi, quali sono i numeri del Banco Farmaceutico di quest’anno?

Quest’anno il Banco Farmaceutico ha registrato un buon incremento del numero di farmacie aderenti a Roma, ben 143 contro le 115 dell’anno passato, ma nello stesso tempo aumenta il numero di enti che chiedono di ricevere medicinali. Tra quelli convenzionati quest’anno ci sono la Caritas, il Centro Astalli, la Croce Rossa Locale, l’ambulatorio S. Gallicano di S. Egidio, cui si aggiunge una lista d’attesa di enti per la prossima Raccolta.
Il numero di farmaci richiesti per quest’anno è di più di 34.000 a fronte di 11.700 medicinali donati l’anno scorso. Perciò un bisogno veramente crescente.

Che cosa l’ha colpita di più nelle passate edizioni del Banco Farmaceutico?

La risposta sempre molto generosa. L’anno scorso siamo riusciti a raccogliere 11.700 farmaci, con un incremento rispetto all’anno precedente. Questo significa che c’è stata una risposta inaspettata da parte dei cittadini. L’esperienza è stata quindi molto positiva, anche perché abbiamo incominciato a servire molti più enti rispetto agli anni precedenti. Andiamo a raccogliere le esigenze di diversi enti, e su Roma ce ne sono tanti, che compiono a loro volta un servizio di assistenza farmaceutica per le persone indigenti.

C’è qualche episodio che le è rimasto particolarmente impresso?

Innanzitutto, il fatto che ci sono dei volontari che ci hanno incontrato su indicazione delle associazioni cui doniamo i medicinali, e con i quali si è stabilito un rapporto duraturo nel tempo tale per cui ci contattano, dandoci la loro disponibilità anche al di fuori dell’ente con il quale hanno iniziato il rapporto. Mi ricordo inoltre di un giorno in cui è entrata una mamma in farmacia, raccontando che era venuta apposta, cercando la farmacia che aderiva al Banco Farmaceutico perché intendeva fare vedere ai suoi due bambini che cos’era concretamente un gesto di gratuità. Inoltre non si possono mai dimenticare le numerose persone anziane che vengono e compiono la loro donazione.

Quali sono i principali enti coinvolti quest’anno?

Si va dal Centro Astalli, che aiuta i rifugiati politici, alle case di accoglienza per persone senza fissa dimora, Ma ci sono anche case famiglia e associazioni che ospitano mamme con bambini con gravi patologie che vengono da tutto il mondo, per potere essere curati negli ospedali con periodi lunghi di convalescenza, che devono trascorrere in Italia, e quando vengono dismessi hanno quindi bisogno di tutto. Per non parlare delle associazioni che aiutano gli ex tossicodipendenti. Insomma, siamo andati a raccogliere le tante, numerosissime esigenze che presenta una città grande e complessa come Roma. Quest’anno abbiamo una richiesta davvero massiccia, per un totale di più di 34mila farmaci. Rispetto a quello che saremo in grado di raccogliere, il divario è ancora molto grande. Per questo cerchiamo di lavorare e di ottenere il più possibile dalle farmacie che aderiscono alla giornata.

A parte la grande richiesta di medicinali, quali sono le altre novità di quest’anno?

Quest’anno abbiamo avuto una bellissima novità: l’adesione della Facoltà di Farmacia dell’Università La Sapienza, che ha deciso di riconoscere l’esperienza del Banco Farmaceutico assegnando dei crediti formativi agli studenti che seguiranno alcuni incontri con la nostra realtà e parteciperanno come volontari nelle farmacie nella giornata di domani. Questo ci ha consentito di incontrare più di 150 studenti, presentando loro quello che facciamo e raccontando le realtà che noi andiamo a servire donando i farmaci e cercando di rispondere al meglio alle richieste effettive che ci provengono dalle realtà assistenziali convenzionate con noi.

E come hanno reagito questi studenti?

Quest’anno alcuni studenti della Sapienza sono stati molto colpiti dal fatto che esista una realtà come il Banco Farmaceutico, con delle strutture che servono le persone in modo totalmente gratuito anche per quanto riguarda il loro bisogno di medicinali. E’ un tipo di realtà che loro non conoscevano, e che attraverso questo contatto li ha sollecitati al punto che hanno espresso il desiderio di diventare volontari e partecipare alle attività degli enti. E’ un modo quindi per fare incontrare il mondo dell’assistenza e del non profit ai giovani, che spesso hanno difficoltà ad avvicinarsi in quanto mancano le occasioni o le conoscenze.

(Pietro Vernizzi)

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