IL CASO/ L’esperto: Roma non può vivere solo di fondi “speciali” per i grandi eventi

- int. Marco Ponti

Dopo il no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi, il sindaco Gianni Alemanno ha inviato nella mattinata di ieri una lettera al presidente del Consiglio Monti. Il commento di MARCO PONTI

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Foto: InfoPhoto

Dopo il no alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, il primo cittadino della capitale, Gianni Alemanno, ha inviato nella mattinata di ieri una lettera al presidente del Consiglio Monti. Il sindaco chiede, in vista del Giubileo del 2025, maggiori poteri e risorse: secondo Alemanno è necessario rilanciare Roma Capitale, riconoscere il Secondo Polo Turistico di Roma, arrivare alla costruzione dello scalo aeroportuale intercontinentale di Fiumicino 2 e completare la rete delle metropolitane. IlSussidiario.net ha chiesto un commento a Marco Ponti, professore di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano.

Alemanno ha scritto che il progetto olimpico avrebbe «messo in moto nella capitale ben 9,8 miliardi di finanziamenti» e che «gran parte di queste risorse sarebbero servite […] per completare la dotazione infrastrutturale della città». Cosa ne pensa?

Sono convinto che con la decisione di Monti di rinunciare alla candidatura olimpica di Roma, la città non abbia perso nulla. “Perdere” è diverso da non avere, quindi fatico a capire la logica della lettera che Alemanno ha inviato al presidente del Consiglio. Roma non ha perso questi fondi, ma semplicemente è stato ritenuto che ospitare i Giochi non sarebbe stato un vantaggio complessivo per la collettività.

Il primo cittadino sostiene che impegni come quello del Giubileo 2025 non possono essere affrontati da Roma con un aeroporto intercontinentale attualmente sottodimensionato e con numerosi altri problemi. Come giudica la situazione attuale di Fiumicino?

Non posso escludere a priori che l’aeroporto di Fiumicino sia sottodimensionato rispetto alla domanda, ma bisogna vedere quanti fondi pubblici richiede un intervento. Perché mai Fiumicino dovrebbe essere finanziato da soldi pubblici, quando generalmente l’aeroporto è un’infrastruttura che si finanzia attraverso le tariffe pagate dagli utenti?

Si legge anche di un progetto legato alla costruzione dello scalo aeroportuale intercontinentale di Fiumicino 2. Cosa ne pensa?

Il quadro erogativo è attualmente piuttosto complicato, perché in realtà l’accoglimento dei contratti di programma sarebbe compito specifico della nuova Autorità dei trasporti, che ne deve valutare la congruenza. Sembra però che secondo l’ultima legge i grandi aeroporti, che accolgono quindi oltre 5 milioni di passeggeri all’anno, possano derogare dal controllo di questa nuova Autorità, ma sinceramente spero che tutti i contratti di programma possano essere guardati con cura da una autorità che abbia le competenze tecniche necessarie. 

In quali casi è invece giusto utilizzare fondi pubblici?

In alcuni casi può valere la pena, ma l’importante è che i soldi non vengano sprecati, valutando quindi cosa è davvero utile e cosa non lo è. Bisogna poi capire quanto può costare un progetto, perché c’è una diffusa tendenza da parte di concessionari aeroportuali a fare quello che in termini tecnici si chiama “gold plating” (rivestire d’oro ndr), che consiste in investimenti esagerati per infrastrutture che poi si rivelano non così utili.

Si parla poi del completamento della rete delle metropolitane.

Riguardo a questo argomento, personalmente sono contrario anche a quello che è stato fatto a Milano riguardo all’Expo: per questo evento la città ha ricevuto dei fondi speciali per costruire piccole parti di metropolitana che tra l’altro non vanno neanche a servire l’Expo, operazione che quindi mi ha lasciato molto perplesso. Adesso che andiamo incontro ad eventi speciali, come il Giubileo, è necessario stare molto attenti, perché troppo spesso si assiste a sprechi notevolissimi. Credo che la logica dell’eccezionalità dell’evento vada assolutamente evitata, soprattutto con le casse dello Stato così malridotte. Le infrastrutture devono essere fatte nella misura in cui si dimostrino la migliore soluzione e, anche se non escludo che in una città come Roma qualche linea di metropolitana aggiuntiva sia indispensabile, non dimentichiamo che esistono soluzioni di superficie assai meno costose.

Crede quindi che bisognerebbe puntare prima sul miglioramento delle risorse già esistenti?

Roma, al contrario di Milano, è relativamente policentrica quindi sarebbe necessario capire se la soluzione migliore è da ricercare proprio nella linea metropolitana. Anche le casse della città, come del resto quelle milanesi, non se la passano così bene, quindi credo che in ogni caso sarebbe molto più saggio mettere in ordine prima i costi del trasporto pubblico attuale, attraverso gare per ridurre i costi di produzione e tariffe che siano maggiormente allineate a quelle europee.      

 

(Claudio Perlini)

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