CASE POPOLARI/ Santori (Pdl): basta con la sanatoria degli abusivi dei centri sociali

- int. Fabrizio Santori

Per FABRIZIO SANTORI, 400 occupanti abusivi delle case popolari, legati ai centri sociali, sono stati regolarizzati grazie a una delibera tuttora in vigore voluta dall’ex sindaco Veltroni

infophoto_centro_sociale_giovani_alternativi_R400
Un centro sociale autogestito

Ben 400 occupanti abusivi delle case popolari, legati ai centri sociali e ai movimenti per la casa vicini all’estrema sinistra, sono stati “regolarizzati” grazie a una delibera tuttora in vigore voluta dall’ex sindaco Walter Veltroni. A denunciarlo è Fabrizio Santori, consigliere del Pdl e presidente della commissione Sicurezza del Campidoglio. In spregio totale dei cittadini in possesso dei requisiti, che da decenni attendono l’assegnazione di una casa, nel 2007 la giunta Veltroni ha introdotto una sanatoria per tutti coloro che fossero stati in grado di presentare un documento per dimostrare di avere occupato abusivamente una casa popolare da almeno un certo numero di mesi. Santori ha chiesto al sindaco Gianni Alemanno di modificare la delibera ed effettuare verifiche, minacciando di presentare un esposto alla Procura della Repubblica.

Santori, quali sono le anomalie che ha riscontrato nell’assegnazione delle case popolari?

Le anomalie riguardano i censimenti delle persone presenti negli stabili occupati, che con una delibera specifica sono denominati assegnatari di un immobile. Questi censimenti devono quindi essere certificati, cosa che comunque non mi risulta sia stata effettuata. Ho presentato un’interrogazione per chiedere nel dettaglio quello che sta avvenendo, come sono stati assegnati e poi eventualmente, se come mi sembra di avere capito ci sono state delle anomalie, presenterò un esposto alla Procura.

Che cosa c’entrano i centri sociali e l’estrema sinistra con queste assegnazioni dubbie?

Ci sono alcuni movimenti per la casa che fanno riferimento all’estrema sinistra, come si vede anche nella collocazione dei loro riferimenti politici. Queste associazioni hanno occupato degli immobili e grazie a una delibera approvata nel 2007 dalla giunta Veltroni hanno l’opportunità, nella quota del 23%, di vedersi assegnare degli immobili come alloggi regolari. La procedura è regolarizzata dall’amministrazione, e quindi va cambiata la delibera che lo consente. La norma parla di requisiti da rispettare, che sotto il profilo amministrativo sono però molto deboli. Di fatto per decisione dell’ex sindaco Veltroni sono assegnati degli alloggi ai movimenti che realizzano questi insediamenti abusivi: quindi all’interno degli immobili occupati, censiti dall’amministrazione, ci sono questi gruppi che fanno parte dell’estrema sinistra. Di solito l’assegnazione si basa sul reddito e sulla composizione del nucleo familiare.

In che modo la delibera del 2007 è riuscita ad aggirare questi criteri?

Questi sono i parametri utilizzati per le procedure regolari, che valgono per tutti i cittadini. La delibera di Veltroni si basa invece sul fatto che questi centri sociali abbiano occupato gli immobili a partire da una certa data. Il criterio è dunque che se un cittadino si trovava nell’alloggio da un periodo di tempo sufficientemente lungo, e ha un documento in grado di certificarlo, si vede riconosciuto il diritto a un alloggio regolare. Oltre alle valutazioni di tipo economico, familiare e sociale, se ne introduce anche una di diverso tipo, legata all’occupazione dell’alloggio.

 

Che cosa chiede quindi al sindaco Alemanno?

 

Alemanno dovrebbe cambiare la delibera risalente alla giunta Veltroni, in modo da limitarsi ad applicare i criteri oggettivi previsti dalla normativa nazionale e regionale, e realizzare quindi un nuovo bando sulla base di questi parametri. Va escluso qualsiasi tipo di privilegio o situazioni di “sanatoria mascherata”, in quanto chi ha occupato un alloggio non deve aver diritto a nessuna regolarizzazione della sua posizione. 

 

Propone anche degli sgomberi immediati?

 

La vera questione non sono gli sgomberi, ma la regolarità nell’assegnazione. Se questa viene meno, gli occupanti devono essere mandati via. Al contrario, numerosi cittadini che si trovano in graduatoria da decenni e non si sono mai visti assegnare un alloggio popolare. Sono quindi contrario a qualsiasi tipo di soluzione di compromesso nei confronti delle persone che occupano un alloggio che non spetta loro.

 

Revocare l’assegnazione a chi non ne ha il diritto è quindi una questione di rispetto nei confronti di chi è in graduatoria?

 

Mi sembra il minimo. I consiglieri comunali sono stati eletti per fare rispettare le regole, che devono poi essere certificate dalle documentazioni. Non farlo ci porrebbe al di fuori di un processo trasparente di assegnazione degli alloggi.

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori