FAMIGLIA INSIEME/ Matrimonio, perché le coppie sono lasciate sole?

- La Redazione

MARIA STELLA BUSCEMI presenta l’incontro “Matrimonio risorsa da scoprire. Sensibilizzare ad uno sguardo di accoglienza e di sostegno”, promosso da Il Cantiere della Famiglia

scuola_mamma_bambinaR400
Immagini di repertorio (Infophoto)

Terzo appuntamento del ciclo di incontri organizzati da Il Cantiere della Famiglia nell’ambito del Progetto “Famiglia Insieme”, finanziato dalla Regione Lazio. Un progetto – come ha sottolineato Emma Buscemi, presidente de Il Cantiere – che non è nato a tavolino ma dall’esperienza dello “sportello” gestito dall’Associazione presso la parrocchia romana di Sant’Eusebio all’Esquilino. Tema di questo terzo incontro il matrimonio, un istituto – come confermano le statistiche degli ultimi anni – in crisi anche nel nostro Paese. Al di là delle cause (economiche, sociali, culturali) che potrebbero spiegare il fenomeno, sta di fatto – ha detto ancora Emma Buscemi – che se qualcosa viene fatto per sostenere le coppie prima del matrimonio (corsi di preparazione), dopo c’è il vuoto assoluto: le coppie sono lasciate sole ad affrontare i momenti, inevitabili, di difficoltà.

Due i relatori chiamati a parlare dell’argomento: Antonella Emili, avvocato esperto nel Diritto di Famiglia; Costanza Miriano, giornalista e scrittrice, assurta a notorietà per il libro Sposati e sii sottomessa, che ha suscitato tanti consensi ma anche aspre polemiche. E sull’onda di questo successo – che lei stessa confessa “inaspettato”- è uscito di recente un secondo libro, anche questo con un titolo provocatorio, Sposala e muori per lei. Dopo aver premesso che è in atto una vera e propria guerra ideologica al matrimonio, la Miriano ha osservato che non si può non riconoscere che un tempo i matrimoni “reggevano” perché motivi economici e sociali impedivano il tornare indietro. Venute meno queste condizioni, oggi “reggono” solo quei matrimoni dove c’è, da parte della coppia, un costante “lavoro amorevole”.

L’amore che può tenere in piedi un matrimonio non ha nulla a che vedere con la passione o con quello che viene comunemente spacciato per tale. È qualcosa d’altro che non può mai essere dato per scontato, ma deve essere rigenerato, sviluppato, giorno per giorno: “un lavoro piccolo ma quotidiano”. Il desiderio di una moglie, di un marito perfetti, è destinato a non essere mai completamente soddisfatto. Per evitare delusioni, bisogna guardare alla realtà per quella che è: la coppia è espressione di due “povertà” che si donano l’uno all’altra, venendo incontro reciprocamente ai propri bisogni. La moglie, il marito è il nostro primo prossimo.

Quando una coppia si rivolge all’avvocato, generalmente ha già deciso di separarsi. Cosa può fare allora un avvocato? “È suo dovere morale, oltre che professionale, trovare un giusto accordo tra i coniugi”: questa la risposta dell’altro relatore dell’incontro, Antonella Emili. Non è sempre facile, anzi è quasi sempre difficile perché – ha sottolineato l’avvocato Emili – prevalgono nei coniugi sentimenti e atteggiamenti ostili, quali il rancore, la rivalsa, la prevaricazione. Forse per questo, nella maggioranza dei casi vengono scelte strade diverse, nonostante che la legislazione italiana abbia adottato di recente il Diritto Collaborativo, che è un modo per trovare un accordo tra i coniugi ai fini della separazione o divorzio, senza dover necessariamente percorrere la spinosa via della separazione giudiziale o quella, a volte frettolosa, della separazione consensuale. La situazione diventa particolarmente delicata quando ci sono i figli. “In questo caso, quello che cerco di far capire ai miei assistiti – ha concluso l’avvocato Emili – è che la coppia coniugale può separarsi, quella genitoriale no”.

 

(Maria Stella Buscemi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori