OPERA/ Musica nuova e antica per il Natale

- Giuseppe Pennisi

GIUSEPPE PENNISI fa il punto sull’offerta musicale a Roma per il periodo natalizio. Il Concorso internazionale di composizione per un’opera di musica sacra

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Coro Accademia Filarmonica Romana con Pablo Colino

In occasione del Natale chiese e teatri straripano di musica (spesso antica) composta per l’occasione. Su questa testata, quindi, ci pare pleonastico trattare di concerti di cui molti hanno parlato. Vogliamo, invece, dare notizia di alcuni eventi importanti che hanno ricevuto meno attenzione di quella che avrebbero meritato: la seconda edizione del concorso Francesco Siciliani, il conferimento della borsa di studio Hans Werner  Henze e il concerto natalizio della Filarmonica Romana. 

Per il concorso ‘Siciliani’  occorre chiedersi se si è trattato di una mera coincidenza temporale o un disegno più alto. Il 13 e il 14 dicembre si è svolto, all’Università Urbaniana, sulle pendici del Gianicolo, un convegno internazionale su ‘Cristianesimo e libertà religiosa’. Il 16 dicembre nella sede del Pontificio consiglio per la Cultura, ai piedi del colle, il cardinale Gianfranco Ravasi ha presentato, con il Presidente del­la Fondazione Perugia Musica Classica Sagra Musicale Umbra, Anna Calabro, e il suo direttore artistico, Alberto Batisti, la seconda edizione del Concorso internazionale di composizione per un’opera di musica sacra intitolato a Francesco Siciliani. Nella circostanza, sono state fornite anticipazioni sul tema della prossima Sagra (6-14 settembre). Il nesso è forte perché il tema su cui compositori si cimenteranno è il Pater Noster e l’argomento della Sagra è ‘la libertà». Anche se, ha ricordato Ravasi, «il Pater Noster è stato messo in musica molto più raramente dell’Ave Maria, quando lo si è fatto è stato spesso concepito come un inno alla li­bertà che dall’Alto giunge all’umanità». Lo è – aggiungiamo noi – non solo nella tradizione della Chiesa cristiana orientale ma anche nelle interpretazioni musicali moderne, come le due versioni, a distanza di anni l’una dall’altra, di Igor Stravinskij, la breve intensa com­posizione di Arvo Pärt, il poco noto e raramente eseguito lavoro di Giuseppe Verdi su testo di Dante Alighieri.

C’è domanda di musica sacra contemporanea: alla prima edizione del premio, ad esempio, hanno partecipato oltre 200 compositori. «Questo Concorso – ha affermato Ravasi – intende perseguire l’incontro tra musica contemporanea, con la sua nuova grammatica, e il sacro, che ha canoni, testi e temi propri, dunque promuovere questa sinergia». La Giuria internazionale, presieduta Krzysztof Penderecki, è formata da Gary Graden, direttore del Coro della Cattedrale di Stoccolma, Vincenzo De Gregorio, preside del Pontificio istituto di Musica sacra, Filippo Maria Bressan, direttore d’orchestra e di coro, lo stesso Alberto Batisti, e vede come segretario artistico Marcello Filotei, compositore e critico musicale. Il concerto dei tre finalisti, che prevede l’assegnazione dei premi della giuria, affiancati da quel­lo del pubblico e della critica, avrà luogo sabato 13 settembre ad Assisi nella Basilica superiore di San Francesco. Ravasi nel pomeriggio terrà Perugia una Lectio Magistralis sul tema della Sagra.

Quasi in parallelo, è stata assegnata dal Comitato artistico e dal Consiglio direttivo della Fondazione Hans Werner Henze, al giovane compositore Riccardo Panfili la prima borsa di studio dedicata al grande compositore scomparso nel 2012. La borsa di studio ha una durata di due anni e prevede un assegno mensile. 

“Sarei felice” – scriveva Henze nella primavera del 2007 – “se anche in futuro (cioè dopo la mia morte) la mia musica potesse continuare ad esercitare lo stesso effetto di oggi e proseguire a comunicare con un pubblico che si senta a suo agio con le esigenze sociali e culturali del nostro tempo”. Questo è lo scopo che si è prefisso la Fondazione Hans Werner Henze ( www.hans-werner-henze-stiftung.de) ovvero il sostegno dell’arte, della cultura e della musica e quindi il “mantenimento, la tutela e la diffusione” dell’opera artistica, musicale e letteraria di Hans Werner Henze. Il secondo compito che il Maestro ha affidato alla neonata Fondazione, è il sostegno attivo alle nuove leve musicali, soprattutto ai giovani compositori. I mezzi di cui dispone la Fondazione prevedono la partecipazione a concerti e festival di musica contemporanea, la sviluppo di propri format musicali, l’adesione e lo sviluppo di manifestazioni scientifiche dedicate all’opera di Hans Werner Henze nonché il conferimento di borse di studio a giovani compositori e compositrici. 

Nella primavera del 2011 Panfili ha accettato di diventare l’assistente di Hans Werner Henze durante la stesura delle sue due ultime composizioni, An den Wind e Ouverture zu einem Theater. Il Comitato artistico e il Consiglio direttivo della Fondazione sono assolutamente convinti che il Maestro sarebbe stato d’accordo con il conferimento della borsa di studio a Riccardo Panfili, poiché la scelta di premiare Panfili significa sostenere un artista che predilige uno stile personale estraneo a qualsiasi scuola o dottrina.Grazie alla borsa di studio, Riccardo Panfili intende realizzare due progetti: delle Variazioni per orchestra su un tema di Hans Werner Henze, e una versione moderna e attuale di Antigone per l’Ensemble El Cimarrón. 

 

Andiamo infine a come l’Accademia Filarmonica Romana ha festeggiato il 19 dicembre l’avvicinarsi del giorno più speciale : ultimo appuntamento dell’anno, è il tradizionale e sempre seguitissimo concerto, giunto alla sua 53esima edizione, del Coro dell’Accademia Filarmonica Romana diretto con mano salda da oltre cinquant’anni da Monsignor Pablo Colino, Canonico e Maestro di Cappella emerito della Basilica di San Pietro in Vaticano. 

 

E’ un concerto ideato pensando al Natale come a un momento di dolcezza possibile e condivisa da tutti, da noi del Coro e dal pubblico – spiega Pablo Colino – . Ci sono dei brani liturgici e altri non. Musica classica e musica ispirata alla tradizione popolare, cantata in tante lingue (latino, francese, spagnolo e italiano)”. E’ stata una vera e propria Festa Corale con un ampio programma che alterna brani popolari natalizi di tutto il mondo (da Angelitos negros del cubano Antonio Machin ai canti tradizionali italiani e francesi), brani liturgici e musica più propriamente ‘classica’ che da Bach (con il noto corale Jesus bleibet meine Freude) arriva fino al Novecento di Nino Rota con l’esecuzione del suo Canto di Gloria che Rota dedicò proprio a Colino e al Coro dei Bambini della Filarmonica Romana nel 1968. 

 

Il Coro dell’Accademia Filarmonica Romana è stato accompagnato al pianoforte da Alessio Pacchiarotti; voci soliste i soprani Cristina Vinci, Giulia Cignoni, Daniela Tollis e il tenore Thomas Ehiem.Il Coro, formato da dilettanti con la passione per la musica, partecipa abitualmente alle stagioni concertistiche dell’Accademia Filarmonica Romana e si esibisce in altre manifestazioni, rassegne, concorsi e incontri musicali in Italia e all’estero. Il suo repertorio comprende brani di Canto Gregoriano, capolavori della polifonia rinascimentale e del periodo classico e romantico, nonché composizioni di Debussy, Britten, Poulenc, Mannino, Rota e altri ancora. In particolare il Coro femminile ha ricevuto nel 1975 il premio nazionale “David di Michelangelo” per l’interpretazione della polifonia classica. Il Coro ha partecipato alla registrazione del CD Three Priests (Sony) che ha superato un milione e settecento mila copie vendute.

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