RESTAURO COLOSSEO/ Il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Codacons contro Della Valle

- La Redazione

Chi considerava la cessione del marchio Colosseo a Della Valle in cambio del suo restauro una speculazione indegna di una così importante opera artistica, si dovrà, per ora, rassegnare

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Roma, infophoto

Chi considerava la cessione del marchio Colosseo a Della Valle in cambio del suo restauro una speculazione indegna di una così importante opera artistica, si dovrà, per ora, rassegnare. Il ricorso del Codacons, l’associazione in difesa dei consumatori, è infatti stato rigettato dal Consiglio di Stato. La sponsorizzazione affidata al gruppo Tod’s da 25 milioni di euro, quindi, procede. I giudici  della sesta sezione di Palazzo Spada riuniti in consiglio giurisdizionale, oltre a respingere il ricorso presentato in appello hanno condannato l’organismo guidato da Carlo Rienzi a pagare le spese processuali. Secondo il tribunale amministrativo, il Codacons era «privo di legittimazione a ricorrere», sia in quanto associazione a tutela dell’ambiente che di associazione di consumatori e utenti. «La qualità di associazione di protezione ambientale non legittimava il Codacons al ricorso proposto in ordine alla sponsorizzazione del restauro del Colosseo». Esiste, infatti, una distinzione concettuale, sottolineata dai giudici, tra patrimonio culturale e ambientale. «Un contratto di sponsorizzazione stipulato in vista del restauro di un bene culturale» esprime «un fatto che rientra nella funzione di tutela non dell’ambiente ma dei beni culturali». Sulla vicenda, in ogni caso, la parola fine ancora non è stata scritta. La Procura di Roma, esulta Rienzi, «ha aperto un procedimento sulla sponsorizzazione a seguito di un nostro esposto».



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