RADICI/ Roberto Sinagoga: vorrei portare il mio spettacolo in tutta Italia

- int. Roberto Sinagoga

ROBERTO SINAGOGA racconta il suo spettacolo alle radici dell’Italia, per non dimenticare la sua storia di emigrazione e le canzoni del primo dopoguerra, una cosa importante di questa nazione

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Roberto Sinagoga

Dopo aver incantato più di un mezzo e milione di spettatori in tutto il mondo, arriva a Roma il talento e la voce del cantante Roberto Sinagoga, ormai un nome conosciuto a livello internazionale. Sinagoga si esibirà a Roma la sera del 1 febbraio alle 21 all’Auditorium della Conciliazione in “Radici”. Uno spettacolo dove canterà passando attraverso diversi generi musicali, in un repertorio di ben sei lingue, con la collaborazione di una straordinaria orchestra di sedici elementi. Ci saranno anche attori, ballerini, artisti circensi e la presenza di una regia molto sofisticata ad uso teatrale, con scenografie mobili, di costumi di alta sartoria, di effetti laser, spettacolari, come se si trattasse di un vero musical. L’incasso di “Radici” sarà devoluto al Centro di Accoglienza Minori e alla ricostruzione del teatro del “Borgo Ragazzi don Bosco” di Roma. Nell’attesa poi di portare questo spettacolo anche in giro per l’Italia. Ne abbiamo parlato con lo stesso Roberto Sinagoga. Eccolo in questa intervista a Ilsussidiario.net.

Perché il titolo di questo spettacolo, “Radici”, che ha ottenuto grande successo in tutto il mondo?

Sono voluto andare alle radici dell’Italia, non dimenticare la sua storia di emigrazione, con tutte quelle canzoni del primo dopoguerra, che sono state una cosa importante di questa nazione. Lo spettacolo ha avuto successo in tutto il mondo ed ora eccomi qua a presentarlo a Roma, in Italia.

Ci può parlare a proposito della sua storia di ex oratoriano e catechista della Parrocchia di San Pietro in Cassino?

E’ vero ho iniziato proprio lì, dove è nata la mia vocazione, di artista, ho cominciato a organizzare festival. Ho anche fatto volontariato per dodici anni. Mi sono ritrovato in questa mia attività di cantante per così dire universale. Ho proseguito la mia carriera, nel 2005 ho partecipato a “Notredame de Paris” di Riccardo Cocciante, una delle mie esperienze più importanti proprio a livello artistico.

Come fa a unire insieme in questo spettacolo generi musicali così diversi?

E’ proprio la mia inclinazione, la mia natura di cantante a unire diversi generi musicali. E’ la mia identità di artista più vera. Del resto ho avuto come maestri personaggi quali Seth Riggs e Gary Catona, che sono stati insegnanti anche di Ray Charles, Dusty Springfield, Michael Jackson, Andrea Bocelli, Whitney Houston.

E come fa a unire anche lingue così differenti?

Cerco di cantare in diverse lingue, sei, italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, e portoghese. Così quando sono stato in Germania ho inserito canzoni in tedesco per omaggiare il pubblico di quella nazione. La stessa cosa è avvenuta in Portogallo.

 

Ci può parlare del contributo che dà l’orchestra in questo spettacolo?

Ho scelto un’orchestra eccezionale di sedici componenti, che suonano diversi strumenti in modo fantastico. E di quello che danno artisti, attori, ballerini? Sono molto bravi anche loro, con artisti che vengono dal Sudafrica, dall’Ungheria, dalla Germania, dalla Spagna.

 

Quanto contributo danno la regia e la scenografia di “Radici” ?

Molto importante perché la regia di questo concerto lo fa sembrare con un vero musical, la scenografia interviene in maniera molto forte sulla riuscita di “Radici”.

 

L’incasso del concerto sarà devoluto al “Borgo Ragazzi don Bosco”. Ci può raccontare cosa è questa struttura? E ci può parlare dei cameo dei vari ragazzi durante lo spettacolo?

E’ la cosa a cui tengo di più… Il 31 gennaio, il giorno di San Giovanni Bosco ci esibiremo all’Auditorium della Conciliazione alle 11 per le scuole, il 1 febbraio alle 21 a pagamento per il pubblico. L’incasso sarà devoluto a favore del Centro di Accoglienza Minori e alla ricostruzione del teatro del “Borgo Ragazzi don Bosco” di Roma, di viale Prenestina. Il “Borgo Ragazzi don Bosco” opera in favore anche di ragazzi le cui famiglie hanno avuto problemi con la giustizia. Io ho tenuto un laboratorio teatrale con alcuni di loro che hanno fatto un cameo durante questo spettacolo, “Radici”.

 

Come hanno reagito?

In alcuni di loro sta venendo fuori il sogno di diventare attori. Una cosa veramente bella e commovente.

 

Quali saranno i suoi progetti futuri?

Il sogno sarebbe quello di fare una tourneè anche in Italia di “Radici”. Sarebbe veramente bello portare questo spettacolo in tutte le città del nostro paese!

 

(Franco Vittadini)

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