ATAC/ Marino e la gara che può migliorare i conti (e i trasporti) di Roma

- Andrea Giuricin

Atac e Roma sono sull’orlo del fallimento. ANDREA GIURICIN esamina a fondo la drammatica situazione dell’azienda dei trasporti della Capitale, in cui tanti sprechi si potrebbero tagliare

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Atac e Roma sono sull’orlo del fallimento. La città è stata (per ora) salvata come al solito dagli emendamenti di un “Salva-Roma”, all’interno del “Milleproroghe”, ma l’irresponsabilità di un non controllo della spesa pubblica non potrà continuare a lungo, vista la posizione finanziaria di tutta l’Italia. Nel “Milleproroghe” c’è una norma che definisce che continuerà invece lo status quo dell’aziende di trasporto locali. In particolare, si norma che fino alla fine del 2014 continuerà l’affidamento diretto delle aziende di trasporto comunali. Un’ennesima beffa per il contribuente, che continuerà a pagare l’inefficienza del trasporto pubblico locale.

Prendiamo il caso di Atac. Sull’orlo del fallimento, nonostante l’incremento delle tariffe, la città di Roma ha sempre meno disponibilità da lasciare per i sussidi al servizio. Il risultato è che negli ultimi quattro anni il margine operativo lordo cumulato di Atac ha quasi raggiunto un rosso di 700 milioni di euro. Quel che è peggio che a tale risultato si è arrivati nonostante 3 miliardi di euro di sussidi pubblici. Qui bisogna parlare di sussidi, perché il servizio è gestito da Atac senza che vi sia stata alcuna gara. Una situazione prolungata dal “Milleproroghe”.

I soldi derivanti dalla vendita di biglietti e abbonamenti coprono solamente il 45% delle sole spese del personale. Come ricordava Sergio Rizzo su Il Corriere della Sera, Atac ha quasi 12 mila dipendenti. Per la precisione a fine 2012 erano 11.882. Il costo del personale è pari a oltre otto volte quello del carburante. Un dato impressionante, ancor più se si confronta il costo del servizio dell’Atac con le altre realtà europee.

Ogni vettura chilometro di Atac costa circa il doppio di una svedese e quasi tre volte di una inglese. Anche la comparazione con il modello francese, non il più efficiente, vede i costi di Atac essere di almeno il 40% superiori.

Da dove deriva questa inefficienza? Vi è indubbiamente un numero eccessivo di personale, dovuto a un utilizzo delle risorse umane inefficiente. Non è un caso che gli scandali sulle assunzioni in Atac abbia riguardato tutti i livelli. Non solo i dirigenti scelti direttamente dalla politica. L’inefficienza deriva da come viene assegnato il contratto per il servizio. Il Comune di Roma affida direttamente alla sua società Atac il servizio, senza alcuna gara. In questo modo l’intreccio tra politica e sindacati è doppio ed è impossibile da tagliare.

Cosa fare? Introdurre un sistema di gare dove vinca il migliore. Il migliore è colui che offre ai cittadini il servizio di trasporto migliore ai prezzi inferiori per il Comune in modo che vengano tagliati quegli sprechi che i cittadini romani e del Lazio pagano tramite la tassazione (Iuc e addizionale Irpef ai massimi comprese). La cosa migliore sarebbe affidare le diverse linee in molteplici gare, in modo da favorire l’entrata di nuovi operatori efficienti.

Con il metodo attuale lo spreco è di circa 500 milioni di euro l’anno (pari a circa il 50% dei costi). I ricavi da biglietti sono intorno ai 250 milioni di euro. Vale a dire che con un’inefficienza che scendesse al 25% si potrebbe arrivare a offrire il servizio gratuito, mentre con un’efficienza ai livelli dei migliori casi europei, non solo si avrebbero biglietti gratuiti, ma anche un risparmio per le casse cittadine di ulteriori 250 milioni di euro.

Dal lato dell’entrate è necessario combattere l’evasione. Esiste un metodo adottato in tutto il mondo, non solo nel Regno Unito. Se i nostri politici viaggiassero, noterebbero che a Istanbul, per esempio, l’accesso negli autobus è consentito solo dalla porta anteriore e l’autista diventa controllore e bigliettaio allo stesso tempo. Per sfavorire l’acquisto a bordo è necessario adottare un sistema di tariffe che sviluppi l’utilizzo di tessere e abbonamenti. Non è difficile, ma i sindacati si sono sempre opposti a questo cambio. Recidere quel legame tra sindacato e politica non è facile, ma perché continuare a favorire gli sprechi?

Roma non se li può più permettere, così come i cittadini non possono più sopportare una delle tassazioni più elevate d’Italia. Non ci si può lamentare che non ci sono risorse, come fanno sempre i Comuni, e poi buttare i soldi dei cittadini nel cestino degli sprechi del trasporto pubblico locale.

L’inefficienza è di quasi tutte le città italiane, da Milano a Genova, passando per Napoli. Anche laddove vi sono gli utili, questi sono dati da sussidi pubblici più elevati (maggiori tasse). Anche a Milano la gara effettuata per Atm si è conclusa con la vittoria dell’incumbent e con Atm unico partecipante. Una gara falsata dalle condizioni per parteciparvi. Il Sindaco di Roma, come quelli di Milano e di tutte le città, devono immediatamente effettuare una gara con l’aiuto della neonata Autorità dei Trasporti, che potrà controllare l’effettiva liberalizzazione del settore.

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