SCIOPERO MEZZI/ Roma, oggi rinviato lo stop al trasporto pubblico locale: info e orari. Mercoledì 5 febbraio 2014

- La Redazione

Rinviato lo sciopero dei mezzi domani a Roma, mercoledì 5 febbraio 2014. L’agitazione di 24 ore era stato indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal. Tutte le info e gli orari

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Immagini di repertorio (Infophoto)

A causa dei forti disagi causati dal maltempo in tutta Italia, le organizzazioni sindacali hanno deciso di rimandare a data da destinarsi lo sciopero nazionale del trasporto pubblico locale inizialmente previsto per mercoledì 5 febbraio 2014. Lo hanno annunciato unitariamente Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Fna e Faisa-Cisal, che in una nota hanno scritto che si è scelto di differire la protesta “in considerazione delle gravi condizioni di mobilità provocate dall’intenso maltempo che ha colpito gran parte del territorio nazionale” e “al fine di non aggravare ulteriormente le criticità riscontrate in numerosi territori del Paese”. Lo sciopero nazionale, si legge ancora, “sarà riprogrammato in altra data”. Nella giornata di ieri, il Garante per gli scioperi aveva invitato i sindacati “a valutare, con senso di responsabilità, la possibilità di differirne lo svolgimento a un’altra data, in considerazione delle gravi condizioni climatiche in corso e a vantaggio dei cittadini utenti”.

Trasporto pubblico a rischio oggi a Roma, mercoledì 5 febbraio 2014, per lo sciopero di 24 ore indetto dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Faisa Cisal. L’agitazione interesserà in particolare la rete Atac – bus, tram, filobus, metropolitane e ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Giardinetti – e le linee periferiche gestite dalla società Roma Tpl. Come fa sapere l’Agenzia per la mobilità capitolina, il servizio sarà regolare solamente nelle fasce di garanzia previste dalla legge, quindi fino alle 8,30 e dalle 17 alle 20. Le organizzazioni sindacali hanno spiegato che lo sciopero nazionale del 5 febbraio “interseca decine di vertenze aziendali e territoriali aperte nel Paese, causate dalle molteplici disdette unilaterali degli accordi aziendali da parte delle aziende. Il taglio e la riprogrammazione dei servizi, combinati spesso con le crisi aziendali, stanno mettendo a dura prova anche la tenuta dei livelli occupazionali, e, in diverse realtà, si sono già determinate situazioni drammatiche nel corso degli ultimi 2 anni”. Sul tema della regolazione del settore, “la confusione normativa su vincoli, obblighi, deroghe e proroghe sulle modalità di affidamento e sulla partecipazione alla proprietà delle aziende da parte delle amministrazioni locali, sta portando il settore nel più completo caos”.



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