Romano Prodi contro Salvini “Rosario in tasca? Fa ridere”/ “No a strumentalizzazioni”

Romano Prodi mette nel mirino Matteo Salvini e il “caso” rosario: “L’idea fa ridere: è chiaro che l’abbia studiato a tavolino”.

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Leoluca Orlando, Romano Prodi e Beppe Sala (LaPresse)

Romano Prodi ha messo nel mirino Matteo Salvini per il “caso” rosario. Attaccato da parte della Chiesa, il ministro dell’Interno ha ricevuto le critiche dell’ex premier, intervenuto ai microfoni di Radio Capital: «Non si può strumentalizzare la religione, è chiaro che Salvini l’abbia studiata a tavolino: aveva un rosario televisivamente visibile e l’idea che tenga un rosario in tasca fa ridere, lo sanno tutti come stanno le cose. Si è inserito in un movimento della politica che usa la religione come suo strumento di potere: avviene in Russia, negli Stati Uniti, è una tendenza generale nuova, da studiare con molta attenzione e con molta preoccupazione. Impatto? Può avere un impatto negativo a mio avviso». Come riporta La Stampa, il segretario federale della Lega aveva già evidenziato: «Riescono a fare polemica su una roba normale. Vado in giro per l’Italia e ci sono tante persone che mi dicono `ti affido alla preghiera della Madonna. Qualcuno si è offeso. Ma io mi sono arrabbiato quando, nel silenzio generale, hanno tolto i crocifissi nelle scuole, il Natale, il Presepe, Gesù bambino…».

ROMANO PRODI CONTRO SALVINI

Rosario ma non solo: Romano Prodi attacca il vice premier anche per i suoi slogan e per le sue politiche. Ecco il giudizio dell’ex dem sul progetto economico del Carroccio: «Bisogna fare una politica economica organica, ma non abbiamo avuto nessun messaggio da Salvini su cosa fare in modo compatibile con il nostro debito. Qual è il messaggio? Una felpa al giorno toglie il debito di torno? Il problema è di dare concretezza alla politica ed ammettere gli errori: credo benissimo che la politica economica europea abbia visto nella Germania una politica sbagliata. Ma una cosa è correggere gli errori e una cosa è tagliarsi le radici del futuro». E ribadisce sugli equilibri europei: «L’Italia è isolata, litiga con tutti: la politica deve essere gioco di squadra, noi ci stiamo isolando».



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