Romano Prodi: “Destra chiede riduzione tasse? Suicidio”/ “Agire così è facile, ma…”

- Alessandro Nidi

L’ex premier Romano Prodi si scaglia contro le richieste di Salvini e soci: “Agire direttamente è semplice, ma equivale a togliersi la vita”

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Romano Prodi (LaPresse, 2019)

L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi è intervenuto in occasione della puntata della trasmissione “Dimartedì”, andata in onda nella serata di ieri, martedì 2 giugno 2020, su La 7. Nel corso dell’intervista, il professore ha analizzato la situazione attuale dell’Italia, la cui economia è stata letteralmente flagellata dalla pandemia di Coronavirus, finendo in ginocchio e cercando disperatamente strumenti utili a risollevarsi. Da questo punto di vista, Prodi ha dichiarato che non v’è dubbio alcuno in merito al fatto che la politica sfrutti le tensioni sociali e che sia necessario lavorare per minimizzarle, in quanto “il disagio c’è davvero”. In riferimento agli sprechi nella distribuzione dei sussidi denunciati da più parti in questo periodo, il politico ha dichiarato:  “Vero, ma bisogna cercare di sovvenire il più velocemente possibile almeno ai bisogni fondamentali delle persone quando ci sono così tante famiglie che soffrono. Non ho mai visto un’uscita dalla crisi senza un aumento della spesa, a cominciare da quella del 1929″.

ROMANO PRODI: “ABBASSARE TASSE? UN SUICIDIO”

Ieri il Centrodestra unito è sceso in piazza a Roma (ma Silvio Berlusconi non era presente: “Penso che l’età porti saggezza”, ha asserito con un sorriso Romano Prodi), chiedendo di abbassare le tasse e di non aspettare l’arrivo dei soldi dall’Europa, finendo addirittura per sognare un ritorno della lira al posto dell’euro. “Agire in modo diretto è facile – ha commentato Prodi –. Anche il suicidio è uno strumento diretto. Non ci si rende conto dei rapporti di forza che abbiamo, della direzione verso cui si muove il nostro commercio. Se si diminuiscono le tasse è un suicidio ed è quello che la Destra sta facendo. Dobbiamo tuttavia essere molto rapidi nel prendere decisioni politiche e nell’applicarle”. Matteo Salvini ha ricordato come servano i soldi e, a suo giudizio, debba essere evitato il condono, emettendo titoli di stato soltanto per gli italiani: “È stato fatto – ha sottolineato l’ex premier – e sono stati raccolti 23 miliardi di euro. Peccato però che più del doppio di quella somma sia stato venduto e il nostro denaro sia stato portato all’estero”.

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