Romolo Buffoni, Un sogno chiamato Roma/ “Giallorossi lo si diventa, a patto di…”

- Matteo Fantozzi

Romolo Buffoni ha scritto “Un sogno chiamato Roma”, il giornalista de Il Messaggero ha raccontato la storia della squadra giallorossa sotto forma di romanzo. Il libro è edito da Santelli

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Romolo Buffoni, Un sogno chiamato Roma

Il giornalista Romolo Buffoni ha scritto “Un sogno chiamato Roma“, un romanzo che ripercorre la storia dell’A.S.Roma pubblicato per Santelli Editore. Abbiamo avuto l’opportunità di poterci scambiare due chiacchiere e in esclusiva ai microfoni de IlSussidiario.net ha spiegato i motivi che l’hanno portato a questo lavoro.

La sua opera è una storia in giallo e rosso, quanto c’è di lei all’interno?

È un romanzo basato sul tifo per una squadra di calcio, la Roma, della quale si ripercorre la storia e si immagina un futuro possibile. Il mio libro può piacere a chiunque non sia allergico al calcio e ai colori giallorossi. Non so quantificare quanto di me ci sia dentro a quel centinaio di pagine, quanto di me reale o quanto di me immaginario. Ci sono sicuramente la mia fantasia e la mia passione per il calcio e per la Roma.

Quando ha deciso di scrivere questo libro cosa si è posto come obiettivo?

Di vincere il premio Strega ovviamente…

Spesso si dice che romanista non si diventa ma ci si nasce, la pensa così anche lei?

Lo si diventa, a patto di esserci nato.

Sicuramente tra Roma e Lazio c’è una differenza e non di poco conto per quanto riguarda le tifoserie. Perché per i giallorossi spesso si parla di Piazza?

In generale il romanista è più ottimista, rumoroso e contagioso rispetto al laziale, incline alla critica feroce della propria squadra e a restarsene nel suo cantuccio. La piazza giallorossa risulta quindi più caciarona, ma quando hanno qualche cosa da dire anche i biancocelesti si fanno sentire. Sono chiaramente stereotipi e come tali vanno considerati.

(Matteo Fantozzi)

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