RON HOWARD/ Fazio gli spoilera la scena su Bono e Pavarotti (Che tempo che fa)

- Emanuele Ambrosio

Ron Howard ospite a Che tempo che fa in collegamento dagli Stati Uniti. Fabio Fazio  mostra una scena su cui non avrebbe voluto spoiler

Ron Howard
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La puntata di Che tempo che fa ha avuto come ospite in collegamento da Greenwich, città del Connecticut, Ron Howard, regista americano che ha realizzato il documentario “Pavarotti”. Incalzato dalle domande di Fabio Fazio, il cineasta ha parlato del tenore e di come l’ha conosciuto anche grazie al materiale su cui ha lavorato per realizzare il film che tra pochi giorni uscirà nei cinema italiani dopo essere stato presentato alla Festa del cinema di Roma. Prima di uno stacco pubblicitario, Fabio Fazio ha anche detto che Pavarotti gli aveva detto che il Parmigiano Reggiano poteva essere usato anche per curare l’influenza. E ha raccontato anche che per riuscire ad avere Bono a Pavarotti & Friends è andato direttamente a casa sua a Dublino per convincerlo. Un dettaglio che, come spiega Howard, viene mostrato nel film. Il regista non vorrebbe “spoilerare” nulla, ma Fazio mostra una parte della scena. (aggiornamento di Bruno Zampetti)

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LA PRESENTAZIONE DEL FILM SU PAVAROTTI

Ron Howard è uno degli ospiti di Che tempo che fa, il talk show condotto da Fabio Fazio su Rai2. Un’occasione davvero speciale per il regista che presenterà dal vivo il docu-film “Pavarotti” dedicato al grandissimo Luciano Pavarotti. Con lui in studio ci sarà anche Nicoletta Mantovani, la vedova e madre della figlia Alice del tenore. In occasione della Festa del Cinema di Roma, il regista Premio Oscar ha presentato al pubblico il film dedicato alla vita privata, ma anche artistica dell’indimenticabile Pavarotti dicendo: “uno degli intenti più ambiziosi di Pavarotti era quello di ampliare il bacino della sua arte cosicché tante altre persone si innamorassero dell’opera lirica.Nutro la speranza che il nostro documentario possa aiutare a proseguire il suo lavoro. Pavarotti è cresciuto in una cultura in cui il melodramma era uno spettacolo popolare che si rivolgeva a tutti, e ha sempre voluto riportare l’opera a quelle radici. L’umiltà era una delle cose più belle e paradossali di Luciano”. Non solo, il mitico Richie Cunningham della serie “Happy Days” ha anche rivelato in anteprima: “Nei Paesi in cui Pavarotti è uscito sta andando benissimo, soprattutto al cinema, e questo è meraviglioso perchè il documentario è un progetto pensato proprio per il grande schermo“.

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Ron Howard: “Pavarotti è unico”

Il regista Premio Oscar per il film “A beautiful Mind” ha solo parole di grande stima per Pavarotti. Intervista da Funweek.it ha detto: “Quello che mi ha emozionato di più e che ho imparato su Pavarotti, riguarda proprio la sua realizzazione e quello che lui ha rappresentato come uomo e come artista”. Non solo, Ron Howard parlando di Luciano ha precisato: “era un uomo unico oltre che un artista unico”. Il regista ha poi raccontato le difficoltà nel realizzare un progetto così importante e dedicato ad una delle star più amate e conosciuto al mondo: “credo che sarebbe stato veramente molto  difficile realizzare un biopic; sarebbe servito l’attore giusto, uno di quelli che lo guardi e pensi ‘ehi lui potrebbe interpretare Pavarotti’”. Per questo motivo poi si è pensato di realizzare un docu-film come ha sottolineato lo stesso Howard: “Pavarotti è una presenza talmente eccezionale che la forma documentaristica diventi veramente l’unica formula, la più drammatica per rappresentare la sua storia, e inoltre anche la forma più autentica”.

Ron Howard e il sogno di fare il giornalista

Il regista Premio Oscar in occasione dell’incontro con la stampa alla Festa del Cinema di Roma ha anche confessato il suo sogno da bambino. Ron Howard, infatti, da bambino sognava di diventare giornalista: “è un mondo che mi affascina e al quale ho potuto avvicinarmi dirigendo “The Paper”. Parlando del compito del giornalista, il regista ha detto: “secondo me il ruolo del giornalista al giorno d’oggi è sempre più complicato, ma allo stesso tempo importante da svolgere, cosi’ come la trasparenza e una condivisione democratica delle idee. I giornalisti devono avere il coraggio di una volta, affinché non vengano costruiti muri o divisioni sempre più profonde”.

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