“Rosanna Benzi donna straordinaria”/ Henriquet: “Le sue battaglie contro emarginati”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il ricordo di Rosanna Benzi a Uno Mattina Estate: in diretta in collegamento il professor Franco Henriquet, medico personale della donna

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Henriquet, medico di Rosanna Benzi, a Uno Mattina Estate

Nella puntata di stamane di Uno Mattina Estate, si è dedicato ampio spazio al ricordo di Rosanna Benzi, straordinaria donna che visse per 28 anni in un polmone d’acciaio dopo essere stata colpita dalla polmonite. Il programma di Rai Uno ha avuto in collegamento il professor Franco Henriquet, medico del San Martino di Genova, colui che ha avuto in cura proprio Rosanna Benzi durante il periodo della malattia: “Era una donna straordinaria – ha raccontato il medico in diretta tv – si è ammalata a 13 anni, era una ragazzina. Ha dimostrato subito – ha proseguito – una grande volontà di poter superare la malattia, per lei è stata micidiale, ha colpito subito la respirazione, una volta nell’ospedale è stata subito messa nel polmone d’acciaio, una macchina ideata nel 1952 quando c’era stata la grande epidemia di polmonite ed ha vissuto li dentro per 28 anni, dal ’63 al ’91 quando è mancata”.

Poi Franco Henriquet ha proseguito: “E’ riuscita nonostante questa sua situazione difficile a fare cose straordinarie e infatti è divenuta molto famosa in tutto il mondo, ha voluto combattere la battaglia contro l’emarginazione per dare spazio ai disabili e far si che avessero un loro ruolo nella società e non fossero emarginati, e all’epoca era un tempo di grande emarginazione, ha fatto la battaglia contro le scuole differenziate, non si è abbattuta, ha fatto grossi battaglie e grandi conquiste”.

FRANCO HENRIQUET SU ROSANNA BENZI: “NON SI E’ ACCASCIATA NEL SUO ISOLAMENTO”

Franco Henriquet ha ricordato la grande voglia di vivere di Rosanna Benzi: “Non si è accasciata nel suo isolamento, ha voluto partecipare alla vita sociale e una delle partecipazione più rilevanti fu la rivista “Gli altri”, contro l’emarginazione”.

“Io l’ho seguita come medico – ha spiegato ancora il professore del San Martino – il mio ruolo era quello all’inizio, ma nel corso del tempo il rapporto si è trasformato in amicizia e collaborazione, con lei ho tanto collaborato per la rivista e tutte le sue battaglie che ha fatto contro le barriere architettoniche, è riuscita a far abbattere molte barriere… Aveva voglia di vivere anche all’esterno e si era fatta arrivare dalla Svizzera un sistema per poter respirare per poter uscire e infatti l’abbiamo portata tante volte in giro per la città, l’abbiamo portata al teatro lei amava l’arte e la commedia. E’ questo – conclude il medico ricordando Rosanna Benzi – è stato il suo grande esempio”.







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