Rosaria Costa vedova agente Schifani, scorta Giovanni Falcone/ Funerale, discorso ai mafiosi “Vi perdono ma…”

- Emanuela Longo

Rosaria Costa è la vedova dell’agente di scorta di Giovanni Falcone, Vito Schifani: il suo discorso ai mafiosi durante il funerale del marito

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Rosaria Costa

Rosaria Costa, chi è: vedova agente Vito Schifani

Rosaria Costa aveva appena 22 anni quando rimase vedova del marito Vito Schifani, l’agente 27enne che faceva parte della scorta di Giovanni Falcone, rimasto ucciso sul colpo nella strage di Capaci insieme agli altri due colleghi, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La donna da quattro mesi era diventata mamma di Emanuele. Dopo l’uccisione del marito Rosaria non poteva mancare alla camera ardente che per l’occasione fu allestita a Palazzo di Giustizia a Palermo durante la quale giunse anche il Presidente del Senato Spadolini. Quando le si avvicinò, la donna commentò con estrema disperazione: “Presidente, io voglio sentire una sola parola: lo vendicheremo. Se non puoi dirmela, presidente, non voglio sentire nulla, neanche una parola”.

Le parole della vedova Schifani, Rosaria Costa, durante i funerali del marito furono spiazzanti e destinate a fare il giro dei media di allora per la loro forza ma anche per l’estrema lucidità che fecero trapelare malgrado la giovanissima età. La donna avanzò una sola e chiara richiesta, quella di poter avere giustizia per il marito, per i suoi colleghi, ma anche per il giudice Falcone e la moglie, anche loro rimasti uccisi nell’agguato messo a punto da Cosa Nostra.

Rosaria Costa e il suo discorso durante i funerali del marito (scorta Giovanni Falcone)

“Io, Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani mio, a nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, lo Stato…, chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso”: esordì così la 22enne nel suo discorso durante il funerale del marito Vito Schifani. Furono però le sue parole successive a destare clamore poiché la donna si rivolse direttamente agli uomini della mafia: “perché ci sono qua dentro (e non), ma certamente non cristiani, sappiate che anche per voi c’è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare… Ma loro non cambiano… […] …loro non vogliono cambiare”.

Nella parte conclusiva del suo discorso la donna aggiunse: “Vi chiediamo per la città di Palermo, Signore, che avete reso città di sangue, troppo sangue, di operare anche voi per la pace, la giustizia, la speranza e l’amore per tutti. Non c’è amore, non ce n’è amore…”. Rosaria Costa firmo il soggetto del film “Vi perdono ma inginocchiatevi” di Claudio Bonivento, il cui titolo si ispirava proprio al suo celebre discorso e che fu trasmesso per la prima volta in tv, su La7, il 18 maggio 2012, in occasione del ventennale della strage di Capaci.







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