Rosario Livatino, chi era?/ Il “giudice ragazzino” che indagò sulla mafia siciliana

- Alessandro Nidi

Rosario Livatino sarà proclamato oggi beato: il “giudice ragazzino” morì nel 1990 per mano della mafia agrigentina, che gli tese un agguato

Il giudice Rosario Livatino in uno scatto dell'epoca
Il giudice Rosario Livatino in uno scatto dell'epoca (Foto dal web)

ROSARIO LIVATINO, CHI ERA? IL MAGISTRATO CHE LA MAFIA FECE UCCIDERE

Rosario Livatino sarà proclamato beato in data odierna dalla Chiesa, al termine di un iter non certo breve, ma convintamente sostenuto dal Vaticano. Ma chi era Livatino? Soprannominato da tutti “Il giudice ragazzino”, era un giovane magistrato siciliano, nato a Canicattì il 3 ottobre 1952 e laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Palermo all’età di 22 anni e con il massimo dei voti (lode inclusa). Prima di entrare in Magistratura, aveva vinto un concorso per il ruolo di vicedirettore presso la sede dell’ufficio del registro di Agrigento.

Dopodiché, ricoprì l’incarico di sostituto procuratore, seguendo da vicino le inchieste sulla mafia nell’area dell’Agrigentino, di Palma di Montechiaro e di Porto Empedocle. Arrivò quindi la possibilità di divenire addetto alla sezione delle misure di sorveglianza del tribunale di Agrigento, che Livatino accettò di buon grado, senza sapere che, tuttavia, quello sarebbe stato l’ultimo gradino del suo cursus honorum, poiché il 21 settembre 1990 venne assassinato mentre si recava sul luogo di lavoro dalla sua città natale. A porre fine alla sua vita furono gli ‘stiddari’, esponenti della mafia agrigentina, che vollero così “punire” la severità e l’imparzialità mostrate da Livatino durante il suo servizio.

ROSARIO LIVATINO SARÀ BEATO

Dopo quell’atroce delitto, la Curia di Agrigento ha deciso di istruire un processo per la canonizzazione di Rosario Livatino, visto e considerato che molti sacerdoti ebbero occasione di confrontarsi con lui e con la sua Fede. Papa Giovanni Paolo II, il 9 maggio 1993, disse: “Questi che portano sulle loro coscienze tante vittime umane, devono capire, devono capire che non si permette uccidere innocenti! Dio ha detto una volta ‘Non uccidere’: non può uomo, qualsiasi, qualsiasi umana agglomerazione, mafia, non può cambiare e calpestare questo diritto santissimo di Dio! Qui ci vuole civiltà della vita!

Nel nome di questo Cristo, crocifisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via verità e vita, lo dico ai responsabili, lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!”. Oggi, domenica 9 maggio 2021, il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiederà la cerimonia di beatificazione di Livatino nella cattedrale di Agrigento. Papa Francesco, nel 2014, lo definì “testimone esemplare, giudice leale alle istituzioni, aperto al dialogo, fermo e coraggioso nel difendere la giustizia e la dignità della persona umana”.

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