Ryanair cambia nome al Boeing 737/ Tolta scritta “Max” dopo gli incidenti aerei

- Niccolò Magnani

Ryanair cambia il nome dei Boeing 737 Max in “8200” dopo incidenti aerei: la società non conferma ma il peso d’immagine della tragedia in Etiopia si fa sentire ancora

Boeing di Ryanair
Aereo Boeing di Ryanair (LaPresse, 2019)

Dopo il tremendo incidente aereo in Etiopia nello scorso marzo (e non era il primo purtroppo) l’azienda Boeing ha vissuto e sta vivendo ancora un periodo nerissimo per l’immagine dei propri 737 Max, responsabili di quel “difetto al software” ipertecnologici che potrebbe aver generato la doppia terribile tragedia. Ecco, da oggi la compagnia low cost di Ryanair ha deciso di cambiare il nome di quegli aerei per evitare di ricadere anch’essa nella spirale negativa della “cattiva pubblicità”: il modello del colosso aerospaziale Usa protagonista di due sciagure costate la vita a 346 persone cambia ufficialmente nome in casa Ryanair per decisione del suo Ceo Michael O’Leary. Non si chiamerà più Boeing 737 Max, bensì “737 8200”: lo scoop arriva dal Guardian che ha immortalato alcune foto dei primi velivoli “modificati” nel nome del brand. La società per ora non conferma né smentisce le notizie filtrate dalla Gran Bretagna, ma lo “scoop” è divenuto già virale e da più parti si discute della fattibilità e “opportunità” di Ryanair di voler modificare il nome di un velivolo ancora non pienamente sicuro.

RYANAIR “RIBATTEZZA” I PROPRI BOEING 737 MAX

Già, il “vecchio” 737 Max rimane a terra in quasi tutto il mondo mentre la Boeing sta cercando di convincere le autorità Usa che i «cambiamenti apportati al software del velivolo sono sufficienti a garantirne la sicurezza». Al momento lo stop viene prolungato ancora e le compagnie aeree mondiali che avevano puntato tutto sui velivoli avveniristici iniziano a subire il peso di immagine e di bilanci dopo il disastro aereo in Etiopia. La stessa Ryanair di aerei del genere ne aveva ordinati 135 e ha già annunciato che chiuderà le proprie basi in alcuni aeroporti sia per l’inverno che viene che per l’estate 2020. «Questa mancanza di consegne ci costringerà a ridurre la nostra attività», aveva sottolineato proprio pochi giorni fa il Ceo O’Leary, «ridurrà la crescita del nostro traffico nell’estate del 2020 al 3% contro il 7% inizialmente previsto. Porteremo circa 157 milioni di passeggeri nell’anno contabile da aprile 2020 a marzo 2021, rispetto ai 162 milioni finora attesa», lamenta ancora il n.1 di Ryanair.



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