SADS-CoV, allarme Cina per coronavirus suino/ “Potrebbe diffondersi tra esseri umani”

- Silvana Palazzo

SADS-CoV, il coronavirus suino scoperto in Cina nel 2016 ora preoccupa: “Potrebbe diffondersi anche tra esseri umani”, rivelano alcuni scienziati in uno studio

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(Pixabay)

C’è un altro coronavirus che spaventa il mondo. Dopo Sars-CoV-2, a far scattare l’allarme è SADS-CoV, il coronavirus della sindrome da diarrea acuta dei suini. Potrebbe avere infatti il potenziale per diffondersi anche tra gli esseri umani, replicarsi quindi nelle cellule umane. Proviene dai pipistrelli, quindi proprio come Sars-CoV-2, anche SADS-CoV avrebbe compiuto il salto di inter-specie da questi animali. E ha già contagiato milioni di maiali. Quasi sempre si rivela letale, in particolare per i cuccioli. Questo virus fa parte della stessa famiglia del nuovo coronavirus che ha causato la pandemia di Covid contro cui stiamo combattendo, ma sta allarmando soprattutto l’industria suina. Al momento, riporta il Giornale, non sono stati confermati salti di specie, ma da uno studio condotto dagli scienziati dell’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill e pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences è emerso che avrebbe il potenziale per diffondersi anche tra gli esseri umani.

SADS-COV, DA CINA ALLARME PER CORONAVIRUS SUINO

SADS-CoV-2 è stato scoperto per la prima volta nel 2016, quando ha cominciato a infettare mandrie di suini in tutta la Cina. Ciò ha provocato ingenti danni economici. Ma a preoccupare è l’eventuale salto di specie. SADS-CoV ha mostrato la capacità di sapersi replicare in modo efficiente all’interno di cellule umane di fegato, intestino e vie aeree. Ralph Baric, epidemiologo dell’Università della Carolina del Nord, ha spiegato che si tratta di “un alfacoronavirus che provoca problemi gastrointestinali nei suini e può rappresentare un pericolo per la specie umana, anche se non esistono casi documentati di infezione”. Lo studio ha rilevato l’esistenza di un’ampia gamma di cellule di mammifero che sono “potenzialmente idonee all’infezione da parte di SADS-CoV”. Inoltre, gli esseri umani non hanno ancora sviluppato l’immunità per questo virus, ecco perché in teoria c’è il rischio del salto di specie.

Ma gli scienziati per ora non sono in grado di prevedere se questo virus o un ceppo correlato emergente dai pipistrelli possa infettare davvero l’uomo. “Abbiamo testato l’efficacia del Remdesivir antivirale ad ampio spettro come potenziale metodo di trattamento per l’infezione, i risultati preliminari indicano un buon livello di attività del farmaco contro SADS-CoV, ma saranno necessarie ulteriori indagini su cellule differenti e in altri animali per confermare i nostri dati”, ha spiegato Caitlin Edwards, come riportato da il Giornale. Intanto gli autori dello studio consigliano di monitorare la situazione e sottolineano l’importanza di sviluppare vaccini efficaci per evitare nuove pandemie.

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