Salario minimo europeo, la proposta Ue/ Ma non sarà obbligatorio applicarlo

- Silvana Palazzo

Salario minimo europeo, la proposta della Commissione Ue. Ma non sarà obbligatorio applicarlo, MoVimento 5 Stelle: “Così non si tutelano lavoratori non coperti da contrattazione collettiva”

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(LaPresse)

Un salario minimo europeo. Su questo verte la proposta presentata ieri dalla Commissione Ue, in particolare dal vice presidente Valdis Dombrovksis e dal responsabile per l’Occupazione Nicolas Schmit. È una proposta di direttiva, quindi un testo giuridicamente vincolante da trasporre in caso di approvazione nella normativa nazionale. L’obiettivo non è quello di garantire un salario unico europeo, ma la garanzia legale grazie a cui un lavoratore possa guadagnare abbastanza per vivere. «Il salario minimo funziona, ed è ora che il lavoro venga pagato. Con questa proposta vogliamo far sì che i lavoratori nell’Ue possano avere stipendi dignitosi ovunque vivano», ha dichiarato Dombrovskis. La direttiva rappresenta una base di partenza grazie alla quale gli stati membri possono fare i calcoli per stabilire il loro salario minimo in base a costo della vita, prezzi delle case e PIL nazionale. Danimarca e Svezia sono contrarie: sostengono che non siano i politici a dover fissare il salario minimo, ma sindacati e datori di lavoro che negoziano i contratti collettivi. La proposta, però, potrebbe aiutare i lavoratori più vulnerabili, quindi permettere la contrattazione collettiva anche nei paesi dell’Est Europa.

SALARIO MINIMO EUROPEO, M5S CONTRO PROPOSTA UE

«I lavoratori nei paesi nordici hanno forti diritti alla contrattazione collettiva, dunque il motivo per cui vengono pagati di più è che sono in grado di contrattare di più», fa notare Esther Lynch, vice segretario generale della confederazione sindacati, a Euronews. Ma nell’Est Europa «non ottengono un salario adeguato». D’altra parte, va tenuto conto del fatto che norme e livelli salariali sono di competenza nazionale. Per questo la proposta non prevede alcun obbligo per gli stati membri di cambiare i loro sistemi salariali. La Commissione Ue rinuncia a chiedere la soglia minima perché un salario venga considerato dignitoso, ma chiede che gli Stati definiscano criteri chiari e stabili per valutare l’adeguatezza dei salari minimi, come potere d’acquisto e livello medio dei salari. Quindi, ci sarà un monitoraggio: gli Stati dovranno inviare annualmente i dati rilevanti. Di più forse non si poteva fare, intanto arrivano le critiche del MoVimento 5 Stelle. «La proposta non obbliga gli Stati membri a introdurre una base minima legale di salario minimo e questo significa non tutelare i lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva», ha dichiarato l’europarlamentare grillina Daniela Rondinelli, come riportato dall’Avvenire.



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