Salman Rushdie vs Twitter/ “Basta messaggi islamofobi fake a mio nome”

- Raffaele Graziano Flore

Salman Rushdie contro Twitter: “Basta con i messaggi islamofobi fake pubblicati a mio nome”. Lo scrittore anglo-indiano chiede la rimozione dei tweet che circolano indisturbati e…

Salman Rushdie
Salman Rushdie (Web, 2020)

Salman Rushdie contro Twitter per via di alcuni cinguetti falsamente attribuiti a lui: dopo l’ennesimo caso di un tweet di contenuto palesemente islamofobo (e che il diretto interessato ha condiviso sul suo profilo per prenderne le distanze, il 73enne saggista e scrittore di origini indiane ma naturalizzato britannico ha deciso di sfruttate la propria notorietà pubblica per rivolgersi direttamente a Jack Dorsey, fondatore della piattaforma social, al fine di far rimuovere tutti quei messaggi che continuano a proliferare che portano la sua firma. Da tempo infatti il narratore originario di Bombay si lamentava per via dei tanti tweet che usavano anche la sua immagine per veicolare idee contro l’Islam: “Non ho mai scritto da nessuna parte questa cosa: Twitter per favore prendi nota” ha scritto in un cinguettio in cui ha taggato il profilo dello stesso social e facendo riferimento a una sua citazione fake in cui sostanzialmente si sostiene che uno degli obbiettivi dell’Islam è quello di distruggere le altre nazioni attraverso il terrorismo, la strategia della crescita demografica e il ricorso alle rivolte e alla jihad.

SALMAB RUSHDIE CONTRO TWITTER: “BASTA CON I TWEET FALSI A MIO NOME”

Come è noto, la questione legata al mondo dell’Islam sta molto a cuore a Salma Rushdie dato che lo scrittore anglo-indiano, a causa del libro “I versi satanici” (1988), fu ritenuto artefice di una vera e propria blasfemia nei confronti del profeta Maometto e ricevette per questo alcuni mesi dopo una “fatwa”, ovvero una condanna a morte, da parte dell’ayatollah Khomeyni e con lo stesso autore che per sfuggire alle taglie messe sulla sua testa fu costretto a riparare nel Regno Unito chiedendo protezione. E quindi anche per evitare ulteriori problemi alla sua persona e a chi lo circonda (ricordiamo gli attentati, uno di questi mortali, contro almeno tre traduttori in giro per il mondo di quel racconto incriminato), Rushdie stavolta è insorto chiedendo una volta per tutte a Twitter di rimuovere prima possibile tutti i falsi tweet pubblicati a suo nome.



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