PRIMASERATA PORTA A PORTA/ Bruno Vespa e i suoi ospiti su spending review, tagli alla sanità e il peso della crisi (video). 11 luglio 2012

- La Redazione

E andata in onda ieri sera lappuntamento conclusivo della stagione, prima delle vacanze estive, con ledizione in prima serata di Porta a Porta, ovviamente condotta da Bruno Vespa

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Primaserata Porta a Porta, riassunto puntata 11 luglio 2012 (video) – E andata in onda ieri sera lappuntamento conclusivo della stagione, prima delle vacanze estive, con ledizione in prima serata di Porta a Porta, ovviamente condotta da Bruno Vespa su Rai Uno. Moti gli argomenti trattati come di consueto, legati principalmente alla crisi che sta attraversando il Paese: dal problema degli statali, ai tagli alla sanità fino allabolizione delle province. Non poteva ovviamente mancare anche il dibattito sulleventuale ricandidatura di Silvio Berlusconi in vista delle elezioni politiche del 2013, quindi per discutere tutti questi argomenti ecco comparire in studio il Ministro della Salute Renato Balduzzi, quello della pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi e tanti altri, tra cui Roberto Formigoni (presidente della regione Lombardia), Aurelio Regina (vicepresidente di Confindustria), Domenico Iscaro (presidente ANAAO-Assomed), Dario Galli (presidente della provincia di Verese), Gustavo Piga (Docente di Economia Politica dell’università di Roma-Tor Vergata), Antonio Polito (editorialista del Corriere della Sera), Maurizio Belpietro (direttore de Il giornale), Sabina Ciuffini (civile esponente del movimento Cinquestelle). A presentare le statistiche e le infografiche c’è come sempre Benedetta Rinaldi insieme a Alessandra Ghisleri (Euromedia Research) a Renato Mannheimer (presidente ISPO). Si comincia con un servizio che mostra i numerosi tagli operati dal governo con la spending review, in particolari sugli ospedali di Lazio, Lombardia e Puglia. Balduzzi prova quindi a spiegare il perché di questa manovra: “Va precisato che non si tratta di tagli trasversali e insensati. Ridurremo quelle strutture che non sono strategiche lasciando quelle in zone indispensabili. Ad esempio quelle di posti che impiegherebbero più di un’ora per essere raggiunti da un’ambulanza”. Formigoni chiede di intervenire: “Quello che noi contestiamo non sono gli esuberi dei posti letto, ma quelli sul fondo sanitario nazionale, ben più importanti in quanto renderanno difficile ogni servizio”. Iscaro viene invitato a parlare del lamentato sovrannumero di primari, stimati in uno ogni 10 medici: “Secondo me non sono il problema principale. Sono le spese legate a forniture, infrastrutture e dispositivi”. Galli fornisce una via di scampo al problema dei tagli e del deficit: “Al posto di parlare delle cose che non vanno, si potrebbe pensare di copiare le eccellenze”. Mannheimer conclude questa parte mostrando cosa ne pensa la gente delle cure mediche: più di un cittadino su 4 farebbe anche 100 chilometri pur di trovare migliori cure. Il 21 per cento, invece, vorrebbe qualcosa nelle vicinanze. Si parla quindi di province, dipendenti statali e tutti gli sprechi pubblici nel Paese. Sabina Ciuffini pone quindi sul “piatto” un dilemma che ha attraversato un decennio: come è possibile che gli esperti del governo non sappiano diminuire il taglio degli sprechi? Il primo che prova a rispondere è Piga: “Corruzione e incompetenza sono le principali cause della perdita di denaro”, mentre secondo Regina “lo sviluppo passa anche da qui: molte delle questioni in sospeso circa l’incompetenza affliggono amministrazioni pubbliche e ditte private”. La successiva parte della trasmissione viene dedicata alle intenzioni di Silvio Berlusconi, il quale vorrebbe rientrare a far parte della scena politica assieme ad Angelino Alfano. L’affermazione è seguita da alcuni sondaggi in studio letti dalla Rinaldi, che vedono per il Pdl prospettive non tanto rosee, a meno che non si candidi il solo Alfano: infatti il “tandem” di quest’ultimo con Berlusconi è visto plausibile solo al 17 per cento, contro un 28 del solo Alfano. Belpietro spiega dal suo punto di vista limportanza della candidatura del Cavaliere: “Senza di lui il Pdl sarebbe scavalcato dal movimento Cinquestelle. Deve ricreare un partito e un concetto”. Polito lo bolla come “finito”, ma non esclude il suo entusiasmo nel tornare: “E il più longevo leader dopo Giolitti. Dal punto di vista del governo non ha più nulla da dire. Come ha detto Monti, se n’é andato con un’Italia umiliata”. Nell’ultima parte della serata ci si chiede quale sarà il destino dell’attuale governo: ci sarà un monti Bis? O in caso contrario, chi succederà a lui? Un servizio spiega come lo spread sia molto legato a questo aspetto, dato che l’incertezza correlata al post governo tecnico non trasmette calma ai mercati. Belpietro concorda con l’analisi di Polito che ha affermato che Monti rimarrà anche dopo il 2013: “C’è qualcuno, come il Pdl, che auspicherebbe la sua permanenza. La sinistra di sicuro non sopporta le decisioni prese e teme si continui a creare riforme che sono come un ‘brodino’ per allungare i tempi”. Gustavo Piga è in parte concorde: “Le riforme vanno fatte se no non si fa nulla. E i tagli non sono riforme. Abbiamo, ad esempio, una marea di giovani che non cercano neanche più lavoro. Va benissimo combattere gli sprechi, ma il maggiore spreco sono le menti che si scoraggiano”. Balduzzi prova a dare una risposta: “La spending review ha la funzione di aprire la strada per i giovani: pensiamo solo alla valorizzazione del fondo immobiliare. Forse facendo tante cose omettiamo di dare un quadro completo di quello che facciamo”. Griffi si allaccia alla situazione delle pubbliche amministrazioni: “Ridefinendo tutto cerchiamo di dare spazio ai nuovi lavoratori, e questo mostra che Balduzzi ha ragione”. Con una infografica Vespa traccia un quadro del taglio delle province, altro punto legato alla spending review. Dario Galli parla proprio di questo: “Ritengo che siano state create per dare peso a quello che una volta era il capoluogo di provincia. E da quanto rivelano le statistiche, sono gli enti meno dispendiosi d’Europa. Proprio per questo non ritengo la loro abolizione cosi indispensabile”.



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