È sulla pelle dell’uomo, ma può ucciderlo/ Lo staffilococco della cute e i 61 geni che lo rendono letale

Lo staffilococco della cute si trova sulla pelle dell’uomo, ma potrebbe ucciderlo. Esistano 61 geni in grado di trasformarlo in un agente capace di provocare delle infezioni letali.

03.12.2018, agg. alle 17:21 - Matteo Fantozzi
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Lo staffilococco della cute si trova sulla pelle dell’uomo, ma potrebbe ucciderlo. Un recente studio britannico ha evidenziato come esistano 61 geni in grado di trasformarlo in un agente capace di provocare delle infezioni letali. Lo staphylococcus epidermidis è in realtà un innocuo microrganismo, ma le sue mutazioni possono essere veramente molto pericolose per gli esseri umani. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Communications ed è stata messa in piedi dai ricercatori dell’University of Bath. Si tratta di un batterio che ha una stretta parentela con l’Mrsa ed è una delle principali cause di infezioni che avvengono subito dopo un’operazione chirurgica. La pericolosità di questo microrganismo viene solitamente sottovalutata da tutti, perché comunque in natura si trova in maniera particolarmente abbondante in ogni momento sull’epidermide dell’uomo. Questo però non vuol dire che sia totalmente innocuo anzi può in alcuni casi diventare devastante.

È sulla pelle dell’uomo, ma può ucciderlo: la ricerca

I ricercatori dell’University of Bath hanno lavorato, per lo studio sullo staffilococco della cute, su un campione di pazienti che erano stati sottoposti all’intervento di sostituzione dell’anca o del ginocchio oppure che erano finiti in sala operatoria per la riduzione di una frattura. Campioni della loro pelle sono stati confrontati con quelli di soggetti completamente sani, valutando le variazioni del genoma del batterio in questione. Sono stati identificati quindi 61 geni che non sono stati ravvisati nelle persone sane e che sono stati additati come responsabili delle infezioni. I geni in questione aiuterebbero il batterio a crescere e svilupparsi nel flusso sanguigno, sfuggendo al sistema immunitario. Inoltre riescono a sfuggire al sistema immunitario modificando la superficie delle cellule per poter diventare poi resistenti agli antibiotici e di fatto difficili da distruggere.



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