Test per prevedere la data del parto / Con un’analisi del sangue si potrà scoprire quando nascerà il bimbo

- Matteo Fantozzi

Test per prevedere la data del parto, con un’analisi del sangue si potrà prevedere la data esatta della nascita del bimbo e anche se questo potrà essere prematuro.

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Test per prevedere la data del parto

Uno studio che arriva dall’Università di Stanford ci sottolinea come molto presto sarà possibile prevedere la nascita dei bimbi tramite una semplice analisi del sangue sulla mamma. Questo grazie alla molecole di Rna del feto che poi circolano e permettono di effettuare degli studi approfonditi. Lo stesso gruppo di ricercatori nel 2008 aveva sviluppato con precisione un test che sempre grazie alla molecola in questione riusciva a rilevare la sindrome di Down. L’approfondimento è stato fatto su alcune donne che avevano portato regolarmente a compimento la gravidanza e da queste si è evinto un gruppo di nove molecole di Rna messaggero che regalano una sorta di orologio biologico in grado di indicare l’età del feto in maniera abbastanza fedele. Una scoperta che potrebbe essere davvero molto importante soprattutto sui casi di nascita prematura.

QUANDO NASCERÀ MIO FIGLIO?

Papà e mamme di tutto il mondo si chiedono da sempre durante la gravidanza quale sarà la data esatta di nascita di loro figlio. Questo scatena curiosità e fa salire anche l’ansia, cosa che però tra un po’ di tempo potrebbe non essere più così. Infatti pare che in futuro basterà una semplice analisi del sangue per avere una data precisa della nascita del bambino. Una scoperta recente dell’Università di Stanford ha sottolineato come queste informazioni siano presenti nelle molecole di Rna del feto che si trovano nel sangue materno e che trasportano informazioni necessarie a produrre proteine. Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Science, sottolinea come gli sviluppi siano davvero molto utili per riuscire a prevedere anche parti prematuri e altri problemi in merito che così potrebbero essere risolti preventivamente. Una soluzione interessante che potrebbe dare l’ennesima sterzata positiva alle gravidanze più a rischio.



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