Legionella, cos’è: sintomi e cura/ Origini dell’infezione polmonare, contagio e tasso di mortalità

- Emanuela Longo

Legionella, cos’è? L’infezione polmonare, le sue origini, i sintomi e le cure. Qual è il suo tasso di mortalità? Ecco come si diffonde e le persone maggiormente a rischio.

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Immagine di repertorio (Pixabay)

La legionella, nota anche come legionellosi, è una infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila e rappresenta una forma di polmonite ribattezzata nel 1976 anche come malattia dei legionari per via di una grave epidemia che si diffusi tra i partecipanti di un raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia. In quella circostanza 221 persone contrassero la malattia e ben 34 morirono a causa della contaminazione che prese il via dal sistema di aria condizionata dell’albergo. Questa infezione predilige in modo particolare il caldo e l’umidità e soprattutto le condutture idriche ed i condizionatori dove tende a riprodursi con estrema rapidità. La loro presenza, come riferisce l’Iss, tende ad essere riscontrata in ambienti acquatici naturali ed artificiali ma anche acque sorgive, terme, laghi, fiumi e fanghi. Non meno frequente si riscontra in impianti idrici, tubature, fontane e piscine che possono contribuire a velocizzare la sua diffusione e contaminazione. Come si contrae la legionella? Generalmente il contagio avviene per via respiratoria tramite inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella. Stando a quanto reso noto dagli esperti interpellati da Adnkronos, “le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o dall’impatto su superfici solide”.

LEGIONELLA: TASSO MORTALITÀ, SINTOMI E CURA

Nonostante gli ultimi casi registrati in Lombardia, la malattia umana viene considerata rara con tassi d’attacco durante i focolai epidemici piuttosto bassi, inferiori comunque al 5%. In merito al tasso di mortalità legato all’infezione da legionella, questo dipende da svariati fattori tra cui la gravità stessa della malattia, il trattamento antibiotico iniziale, le condizioni del paziente ed il luogo in cui è stata contratta. Dunque può variare dal 40-80% in pazienti immunodepressi non trattati al 5-30% in caso di adeguato trattamento. Nel complesso il tasso di mortalità si aggira tra il 5 ed il 10%. In merito ai sintomi, sono gli stessi di una polmonite, dunque tosse secca o grassa, febbre, brividi. Nei casi più gravi non mancano ulteriori sintomi quali diarrea, dolori muscolari, inappetenza e spossatezza in generale. Il periodo di incubazione può variare da 2 a 10 giorni e solo attraverso una serie di esami specifici è possibile avere la conferma dell’avvenuta infezione. La cura consiste nell’assunzione di antibiotici sebbene il trattamento può provocare altri disturbi come malessere generale, stanchezza e difficoltà di concentrazione.







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