Disforia di genere, cos’è/ “Mia figlia è nata nel corpo di un bambino” (Italia Sì)

- Silvana Palazzo

Disforia di genere, cos’è: il dibattito a Italia Sì, il programma di Marco Liorni. “Mia figlia è nata nel corpo di un bambino”, ha raccontato una mamma. Le ultime notizie

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Disforia di genere, cos'è

Una bambina vive nel corpo di un bambino: non è malata, non ha problemi di tipo sessuale, ma è affetta da disforia di genere, un malessere percepito quando non ci si riconosce nel genere con cui si è nati. L’identificazione nel sesso opposto e il relativo disagio che consegue da questa condizione possono essere avvertiti già in fase preadolescenziale. Questo è il caso di Federica, la bambina che vive nel corpo di un bambino. Ne hanno parlato i suoi genitori, Loredana e Francesco, su Rai 1 a Italia Sì, il programma condotto da Marco Liorni. «Viviamo in una condizione che è rara ma non patologica. Non esistiamo per la società. Non solo per le persone comuni, ma anche per i pediatri, per le scuole», ha spiegato la mamma di Federica. E quindi ha lanciato un appello alla società e alle istituzioni affinché si cominci a parlare di disforia di genere, una condizione con cui si nasce. «Non ci sono ideologie, serve solo rispetto e accettazione».

“MIA FIGLIA È NATA NEL CORPO DI UN BAMBINO”

Nel dibattito di Italia Sì sulla disforia di genere è intervenuto lo psichiatra Domenico Mazzullo. «Non è una malattia, non è un problema di tipo sessuale e non ha niente a che fare con l’omosessualità», ha spiegato per far conoscere questa condizione a chi non sapeva neppure che esistesse. «Non è frequente che sia così precoce», ha precisato Mazzullo. Il papà di Federica invece ha rivolto un appello ai genitori che si trovano nella sua stessa condizione: «Non ci possiamo permettere di abbandonare i nostri figli. E voglio precisare che non mi sento meno uomo perché aiuto e sostengo mia figlia». Al dibattito ha preso parte Rita Dalla Chiesa in veste di opinionista del programma di Marco Liorni, Italia Sì: «Federica è fortunata perché ha due genitori sensibili. Il problema sorge quando non si hanno genitori intelligenti, quindi un ragazzo o una ragazza arriva a compiere un gesto perché ha vergogna o paura».



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