La sclerosi multipla fa meno paura/ Nel 2019 arriva un farmaco che rallenta il decorso, ma la diagnosi è…

- Matteo Fantozzi

La sclerosi multipla fa meno paura, alla fine del 2019 arriverà infatti un farmaco importante per rallentare il decorso della malattia.

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Alzheimer Caffè per malati e familiari

La sclerosi multipla fa meno paura, alla fine del 2019 arriverà infatti un farmaco importante per rallentare il decorso della malattia. Gli specialisti però sottolineano come è importante una diagnosi precoce per iniziare subito la terapia. Purtroppo i numeri iniziano ad essere ancora impietosi come specifica uno studio che arriva dal Vito Fazzi di Lecce. Nel reparto di neurologia sono quasi 900 le persone che hanno chiesto aiuto e oltre 600 di queste hanno iniziato una terapia mirata per contrastare lo sviluppo della patologia autoimmune. Questa colpisce ogni anno 3400 persone con una nuova diagnosi ogni 3 ore come specifica l’Aism. Le donne continuano ad essere le più bersagliate dalla malattia, doppiando addirittura gli uomini. La sclerosi multipla rimane la più diffusa tra le malattie autoimmuni a nostra conoscenza. Il centro sclerosi multipla di Lecce con quello di Casarano è un punto di riferimento per i pazienti di tutto il paese.

La sclerosi multipla fa meno paura: le parole di Francesca De Robertis

Francesca De Robertis ha confermato che la sclerosi multipla fa meno paura. La neurologa del Vito Fazzi di Lecce ha parlato come riportato da LeccePrima: “Fino a qualche decennio fa si trattava di una patologia non comune, dal 2000 in poi però si è registrato un vero e proprio boom di casi. Noi rappresentiamo un esempio di mobilità attiva e seguiamo pazienti che provengono da fuori. In molti hanno ricevuto la prima diagnosi nell’ospedale di Lecce e poi si sono rivolti al centro dedicato. Altri ci hanno conosciuto invece tramite il passaparola“. Rimane comunque difficile capire se ci sia un incremento dei casi dal punto di vista numerico la specialista non si sente di affermarlo, ma sono sicuramente in crescita le persone che si rivolgono agli ospedali e questo è segno di maggiore conoscenza della patologia. Una maggiore consapevolezza può di certo aiutare a velocizzare la diagnosi e di conseguenza anche la cura della stessa.



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