1.5 milioni di persone a letto, aumentano i casi di influenza in Italia/ Ecco quanto dura il virus

È allarme influenza in Italia con circa un milione e mezzo di casi già conclamati. Il picco poi non è ancora arrivato, ma è atteso per la fine del mese di gennaio.

02.01.2019, agg. il 03.01.2019 alle 16:05 - Matteo Fantozzi
Influenza 2019, quando il picco?
Influenza 2019, quando il picco?

Sono 1.5 milioni le persone a letto con i casi di influenza che aumentano in Italia. Ma quanto dura il virus? Nonostante a volte basti un po’ di riposo e qualche medicina per superarla, non vanno assolutamente sottovalutate le conseguenze che possono far degenerare lo stato di salute. L’Istituto Superiore della Sanità (Iss) evidenzia come di media saranno circa cinque milioni gli italiani che verranno contagiati in questo periodo con il picco dell’influenza verso fine gennaio, inizio febbraio. Si lavora dunque per i vaccini che saranno protagonisti nelle prossime settimane anche se ci sono dei problemi di carenza in alcune regioni. I sintomi sono i soliti con febbre alta, dolori articolari e muscolari, naso che cola, mal di gola e problemi respiratori. Inoltre alcuni accusano un senso di spossatezza che obbliga a stare a letto. (agg. di Matteo Fantozzi)

Parla Gianni Rezza

1.5 milioni di italiani colpiti dall’influenza, andamento dei casi a rilento rispetto alla scorsa stagione nonostante l’aumento registrato. Come spiegato da Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss, la vaccinazione antinfluenzale può aver avuto un peso: «Non ci sono ancora dati definitivi ma le scorte vaccinali si sono esaurite prima ed è probabile un maggior ricorso alla vaccinazione specie da parte degli anziani, e questo ha diminuito notevolmente il rischio di casi gravi. Dal momento che la maggioranza dei casi si registra però tra i bambini, che solitamente non vengono vaccinati, l’andamento lento nella circolazione dei virus non credo possa attribuirsi all’effetto della vaccinazione». Prosegue Rezza, come riporta Tg Com 24: «Il picco dei casi? Se negli ultimi due anni si è registrato in anticipo agli inizi di gennaio, quest’anno arriverà probabilmente tra fine gennaio e inizi febbraio. Cruciali saranno però le prossime settimane con la riapertura delle scuole». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

Le regioni più colpite

L’influenza si avvicina al picco che si vivrà a fine gennaio e sono già 1.5 milioni gli italiani a letto. Le regioni più colpite sono l’Umbria, l’Abruzzo, la Sicilia e la provincia autonoma di Trento. Va specificato che però per la stima ancora non tutti i medici di base hanno inviato i loro referti, segnalando il numero dei loro malati cosa che potrebbe cambiare anche i dati relativi alle singole regioni. Si è parlato anche dell’obiettivo di descrivere i casi di sindrome influenzale per cercare di stimare quella che è l’incidenza settimanale per capire come questo inizia, dura e l’intensità dell’epidemia stessa. Ci si muove poi per capire quali siano le linee guida da seguire per cercare di abbassare l’incidenza di quella che comunque è una crescita diversa rispetto allo scorso anno e cioè più graduale e meno repentina. La fine di gennaio, appunto, dovrà siglare il picco massimo con il mese di febbraio che siglerà la prima discesa con una netta diminuzione dei casi. (agg. di Matteo Fantozzi)

“Attenzione alla riapertura delle scuole”

Un milione e mezzo di italiani con l’influenza, aumentano i casi nel nostro paese con il picco massimo che si raggiungerà alla fine del mese di gennaio. Gli esperti hanno evidenziato come sarà importante fare molta attenzione alla riapertura delle scuole. In quel momento infatti i virus avranno nei bambini più piccoli dei vettori in grado di portarlo all’interno anche delle case. Sarà molto più facile contrarre l’influenza a scuola anche per la prolungata presenza in ambienti chiusi e affollati. Inoltre va ribadito come il maggior numero dei casi di influenza si vede in questo periodo tra i bambini che saranno in grado dunque di contagiarsi a vicenda soprattutto per la poca cura nei particolari dovuta alla giovane età. I medici consigliano quindi di effettuare il vaccino antinfluenza proprio prima al ritorno a scuola e non solo per i bambini anche per i genitori esposti comunque al virus. (agg. di Matteo Fantozzi)

Il picco è atteso per la fine di gennaio

È allarme influenza in Italia con circa un milione e mezzo di casi già conclamati. Il picco poi non è ancora arrivato, ma è atteso per la fine del mese di gennaio. Ad essere colpiti sono soprattutto i bambini sotto i cinque anni di età. Nonostante questo ci sono anche delle buone notizie, visto che l’aumento sta arrivando in maniera decisamente più graduale rispetto a quanto accaduto lo scorso anno. Si parla di 225mila casi stimati nella settimana dal 17 al 23 dicembre 2018 che portano dunque al milione e mezzo di malati. I dati sono stati forniti direttamente dalla sorveglianza epidemologica delle sindromi influenzali e sono stati elaborati dal Dipartimento delle Malattie Infettive dell’Iss (Istituto Superiore Sanità). Sono stati poi diffusi attraverso il bollettino Influnet. Si parla di un livello di incidenza per queste ondate di influenza di circa 3.7 casi ogni mille assistiti. Ci si muove dunque nell’analisi per fasce d’etàò con la più colpita quella appunto dei bimbi più piccoli.

Allarme influenza, un milione e mezzo di casi in Italia: parla il Presidente dell’Iss

In merito all‘allarme influenza che ha sviluppato un milione e mezzo di casi in Italia ha parlato il Presidente dell’Iss (Istituto Superiore Sanità) Gianni Rezza. Come riportato da Ansa questi ha specificato: “Al momento, anche se siamo entrati in quella che chiamiamo fase endemica, l’andamento dei casi è più lento della scorsa stagione, pur rilevandosi un aumento. I virus influenzali che stanno circolando sono l’AH3N2, che colpisce maggiormente le persone anziane, e l’AH1N1, che è stato responsabile nel 2009 di una pandemia”. Sono diversi i fattori, aggiunge lo specialista, che porta l’aumento del virus a crescere in maniera più lenta. I dati però non sono ancora definitivi sui vaccini che sembrano comunque aver subito un aumento. Le scorte sono però al momento esaurite ed è probabile che ora sia il caso di andare a veder verificarsi un aumento dei vaccini. Il rischio però è legato al fatto che il maggior numero di casi è avvenuto tra i bambini che non sono ancora vaccinati.

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