Farmaci da banco, salgono i prezzi del 5.7%/ Ecco le patologie penalizzate

Preoccupa il caro-farmaci con addirittura 800 medicine da banco che aumentano di prezzo. Si parla di una media del 5.7% in più che in numeri si traduce in quasi un euro in più a scatola

20.01.2019, agg. il 21.01.2019 alle 16:26 - Matteo Fantozzi
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I farmaci da banco sono pronti a subire un rincaro con i prezzi che tra gennaio e febbraio aumenteranno del 5.7%. Quali sono le patologie più colpite? Non si tratta solo di problemi banali, perché ad essere toccati saranno quei farmaci per i quali serve prescrizione medica, ma che non sono esenti dal ticket. Tra questi ci saranno diversi prodotti per i dolori muscolari, antinfiammatori di vario genere, creme per combattere l’acne, colliri per congiuntivite ma anche farmaci per curare l’ansia. Per questo arriva la protesta dei consumatori che sicuramente si troveranno a dover spendere più soldi anche per problemi piuttosto seri e non solo per prodotti accessori o per l’estetica. Purtroppo però il rincaro è previsto dalla legge con il decreto 87/2005 che prevede la possibilità da parte delle aziende farmaceutiche di poter aumentare negli anni dispari i prodotti da loro venduti. Rimane a discrezione delle farmacie la possibilità eventuale di applicare degli sconti. (agg. di Matteo Fantozzi)

L’ultimo incremento

Il caro-farmaci impatta sulle famiglie: la stangata riguarderà infatti quasi 800 farmaci da banco non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale. Come riportato da Il Giornale, tra i medicinali che costeranno di più vi saranno “dai colliri agli antidepressivi, dagli antidolorifici agli antistaminici, dai mucolitici agli antistaminici”. Si tratta dunque dei farmaci di fascia C, quelli maggiormente utilizzati poiché in grado di rispondere a problemi comuni come dolori reumatici, arrossamenti degli occhi, allergia e altri ancora, soprattutto in un mese come quello di gennaio caratterizzato storicamente dal picco dell’influenza e da altri malanni para-influenzali. Del resto basta un numero a chiarire quanto questi medicinali facciano parte della quotidianità di milioni di famiglie: ogni anno per loro gli italiani spendono 3 miliardi di euro. Le aziende farmaceutiche, che per legge possono aumentare i prezzi a gennaio di ogni anno dispari, non si sono fatte sfuggire l’occasione e li hanno incrementati a distanza di due anni dall’ultima volta. (agg. di Dario D’Angelo)

Salgono i prezzi

Preoccupa il caro-farmaci con addirittura 800 medicine da banco che aumentano di prezzo. Si parla di una media del 5.7% in più che in numeri si traduce in quasi un euro in più a scatola per ogni persona. La fascia colpita dal rincaro è quella dei farmaci di fascia C, quelli noti come da banco e cioè che sono acquistabili con una ricetta del medico curante ma completamente a carico dei cittadini e quindi non passabili dalla mutua. Sono diverse le tipologie di prodotti si va dai colliri fino agli antidepressivi, alcuni sono stati già aumentati nel prezzo altri scatti invece arriveranno entro febbraio. Sicuramente è questo un periodo un po’ particolare per questo incredibile aumento perché siamo proprio nella fase del picco massimo dell’influenza. Gli italiani hanno bisogno proprio dei farmaci da banco per non avere delle pericolose conseguenze dall’ondata di virus e si renderanno dunque conto dell’aumento dei prezzi.

Caro-farmaci, 800 aumenti di prezzo + 5.7%: parla Alessandro Santoro

In merito al caro-farmaci con un aumento del 5.7% ha parlato Alessandro Santoro responsabile della testata Pharmacy Scannar settimanale online dedicato ai farmacisti. Come riportato da Il Messaggero possiamo leggere: “Tra generici e prodotti branded sono 770 i farmaci interessati da questo aumento, poco meno di un quinto dell’intera categoria. Portano il prezzo medio a confezione, sui prodotti interessati dagli incrementi, da 15.58 a 16.47 euro. Ne consegue una differenza di circa 0.89 centesimi, che equivale a un aumento medio del 5.7% sui prezzi di due anni fa“. Come previsto dalla Legge 27/2012 o decreto Cresci Italia le farmacie possono a loro discrezione praticare sconti sul prezzo al pubblico di tali medicine. Il decreto legg 87/2005 evidenziava come le aziende farmaceutiche possano aumentare a gennaio di ogni anno dispari il prezzo dei loro farmaci. Sicuramente la situazione potrebbe portare a pesanti polemiche.

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