TUMORI, 44000 BAMBINI E RAGAZZI GUARITI IN ITALIA/ Ma ricerca nuovi farmaci a rilento

Ad ammalarsi di tumore non sono soltanto gli adulti: in Italia però possono dire di essere guariti 44mila bambini e ragazzi. Eppure la ricerca…

17.02.2019 - Dario D'Angelo
meningite vicenza
Immagini di repertorio da Pixabay

E’ vero che la possibilità di ammalarsi di tumore aumenta di pari passo con l’avanzare dell’età. Ma questo, purtroppo, non vuol dire che bambini e ragazzi siano esenti da questo male così terribile. Come riportato dall’Ansa, ogni anno in tutto il mondo sono 300mila le diagnosi di cancro che interessano i più giovani, che si ritrovano a fare i conti perlopiù con leucemie, linfomi e tumori al cervello. Il tumore, però, si può sconfiggere: in Italia sono infatti 44mila i giovani che possono dire di essere guariti, molti dei quali sono ormai trentenni. Uno degli aspetti più tragici, però, riguarda la componente “fortuna”: essere nato in uno dei Paesi maggiormente sviluppati, infatti, significa per i bimbi avere l’80% di possibilità di guarire; nei Paesi più poveri questa stessa percentuale non supera il 20%. Portarla al 60% entro il 2030 è l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): questo vorrebbe dire salvare un milione di vite nel prossimo decennio.

TUMORI, RICERCA NUOVI FARMACI A RILENTO

Ovvio che un aspetto importantissimo nella lotta contro i tumori, anche quelli infantili e giovanili, sia correlata alla ricerca. Questa, però, non garantisce i passi avanti che ci si sarebbe aspettati. A confermarlo è stato Angelo Ricci, presidente della Federazione italiana associazioni di genitori di oncoematologia pediatrica (Fiagop), come riportato dall’Ansa:”In 20 anni appena 4 nuove terapie sono state approvate per la cura dei tumori infantili di questo passo occorreranno 300 anni per riuscire a trovarne una per ogni neoplasia infantile”. Secondo Ricci, si può fare molto “per incentivare la ricerca in questo settore, facilitando la possibilità di includere minori nelle sperimentazioni o riscoprendo ‘vecchi’ farmaci che potrebbero avere una nuova vita in ambito pediatrico. Grande interesse deriva, inoltre, dalla Car-T, che sia pure in fase sperimentale sembra promettere nuove possibilità di cura”.



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