Aritmia atriale, cos’è/ Malattia diagnosticata a Khedira: sintomi e come si cura

- Silvana Palazzo

Aritmia atriale, cos’è e come si cura la malattia diagnosticata a Khedira, il centrocampista della Juventus. Sintomi e terapie

ecg elettrocardiogramma pixabay
Immagine di repertorio (Pixabay)

Aritmia atriale, questa è la malattia di cui soffre Sami Khedira. Nuovo stop per il centrocampista della Juventus, ma stavolta per un problema al cuore. In molti si stanno chiedendo cosa sia l’aritmia cardiaca. La forma più comune, e per questo più conosciuta, è la fibrillazione, una patologia che porta ad un’alterazione del normale battito cardiaco. Si può ipotizzare che il giocatore della Juventus venga per questo sottoposto alla cosiddetta “cardioversione” per ripristinare il regolare ritmo del battito cardiaco. Esistono due modi per praticarla: usando farmaci antiaritmici o con un intervento. L’aritmia è quindi un disturbo della frequenza o del ritmo cardiaco. Durante gli episodi di aritmia il cuore può battere troppo velocemente, troppo lentamente o con un ritmo irregolare. Questa malattia può essere asintomatica, quindi chi ne soffre può non avvertire alcun sintomo, ma questa condizione può far aumentare il rischio di infarto. Ci sono però pazienti che invece avvertono dolore al torace o insufficienza cardiaca, soprattutto se il ritmo del battito è molto rapido.

ARITMIA ATRIALE: COS’È, SINTOMI E COME SI CURA

Esistono diversi tipi di fibrillazione atriale, da qui la necessità di ulteriori approfondimenti per una corretta diagnosi. Per quanto riguarda Khedira, la Gazzetta dello Sport ha avanzato l’ipotesi di una cardioversione per il centrocampista. Cos’è? È una procedura che può essere eseguita con diversi farmaci o somministrando un impulso elettrico nella zona del torace. A seconda della condizione del paziente, si può tentare un altro intervento, chiamato ablazione trans catetere con radiofrequenza. In questo caso parte delle cellule responsabili dell’attività elettrica del cuore viene distrutta usando una lieve corrente elettrica. Si somministra l’impulso elettrico usando un catetere che raggiunge il cuore attraverso i vasi sanguigni. Nei casi più seri dopo questo intervento può essere necessario l’impianto di un pacemaker, perché il cuore perde la capacità di generare e regolare il battito. Ma i pazienti per prevenire la ricorrenza della fibrillazione atriale spesso devono seguire una terapia farmacologica per il resto della vita.



© RIPRODUZIONE RISERVATA