BIMBO GUARITO DA LEUCEMIA, NIENTE SCUOLA PER I NO VAX/ Mamma “C’è un muro di egoismo”

- Dario D'Angelo

Matteo, il bambino guarito dalla leucemia non può tornare a scuola per i no vax. I 5 compagni di classe non vaccinati che ne mettono a rischio la salute potrebbero essere spostati di classe

sara attili mamma matteo
Sara Attili, la mamma del piccolo Matteo

Matteo, il bambino immunodepresso pronto a tornare a scuola dopo i cicli di terapie per la leucemia, è pronto a tornare a scuola, ma deve aspettare il 10 marzo. Questo è il termine che ha fissato la preside per capire se i genitori dei compagni di classe non vaccinati avranno regolarizzato la loro posizione. Lo ha spiegato sua madre Sara Attili ai microfoni di Uno Mattina. «Abbiamo avuto diversi colloqui con la preside», ha chiarito prima di spiegare che appunto è stata fissata questa scadenza. Alla mamma che ha dichiarato di non voler vaccinare la figlia ha replicato: «Non metto in dubbio che la vita dei bambini abbia lo stesso valore, ma da mamma sarebbe buona cosa tutelare la salute dei figli anche se il bambino è sano. Certe malattie possono colpire anche bambini sani, non solo quelli immunodepressi». Quel che sorprende è che una mamma con un problema sia diventata per qualcuno una mamma che crea problemi. Ma la cosa che più la rattrista è l’atteggiamento mostrato dai no vax. «Non si sono neanche sforzati di capire, di provare a immedesimarsi. Pensavo di trovare solidarietà invece mi sono scontrata con un muro di egoismo», ha aggiunto al Gazzettino.

BIMBO GUARITO DA LEUCEMIA LOTTA PER TORNARE A SCUOLA

Matteo, il bambino di 8 anni immunodepresso che ha sconfitto la leucemia, deve vedersi riconosciuto il diritto a poter tornare a scuola. E ad inficiarlo non possono essere i compagni di classe che, per scelta dei genitori, non sono stati vaccinati e quindi metterebbero a rischio la vita del piccolo Matteo, non in grado di rispondere con le difese immunitarie ad un virus come ad esempio il morbillo che per lui potrebbe rivelarsi letale. Da qui la decisione della Regione Lazio, con l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, che come riportato dal Corriere della Sera ha assunto una decisione che non ammette repliche sul punto:”Matteo tornerà a scuola. Punto e basta, niente deroghe”. Matteo, dunque, potrà rientrare nella sua scuola di San Giovanni dopo il 15 marzo, così come hanno prescritto gli ematologi del Bambino Gesù. In che modo? Nell’unico possibile, con lo spostamento dei compagni di classe non vaccinati come extrema ratio.

LE PROSSIME MOSSE

Le prossime mosse che faranno da preludio al rientro in classe di Matteo sono le seguenti: in primo luogo, lunedì  – precisa Il Corriere della Sera – il responsabile del servizio vaccinale della Asl Roma2 andrà a parlare con genitori degli inadempienti per indurli ad accettare che i figli facciano la profilassi come prevede la legge anche per la scuola dell’obbligo (che però consente ai non in regola di non essere allontanati pagando multe fino a 500 euro). Nel caso in cui le famiglie si mantenessero su posizioni no vax, che in un caso sembrano poggiarsi su teorie astruse e ascientifiche, i ragazzi non vaccinati verranno cambiati di sezione. Un’indicazione in questo senso era arrivata anche da parte del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che sul suo profilo Facebook aveva commentato:”Questa storia è assurda! Come Regione Lazio faremo di tutto affinché questo bambino possa tornare a scuola il prima possibile. È una questione di civiltà!”.

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