DIETA DEI COLORI, COME FUNZIONA?/ Alimenti divisi cromaticamente: in cosa consiste

- Carmine Massimo Balsamo

Come funziona la dieta dei colori? Alimenti divisi cromaticamente in 5 grandi gruppi: ecco in cosa consiste e quali sono i suoi benefici

Dieta mediterranea
Dieta mediterranea (Pixabay)

Non c’è solo la dieta chetogenica che negli ultimi tempi va per la maggiore dato che tra i vari regimi alimentari che aiutano a dimagrire in modo naturale pur ricorrendo a una alimentazione ben variata c’è anche quello che divide i cibi dal punto di vista cromatico. La cosiddetta dieta dei colori infatti, capace non solo di renderci più sani ma anche più belli, è infatti un regime che parte dal presupposto, secondo il vecchio adagio, per cui bisogna mangiare almeno cinque porzioni al giorno di frutta a verdura. Partendo da questo assunto, ecco che i colori vengono in aiuto per fare sì che nell’alimentazione quotidiana non manchi nessuno dei fitonutrienti essenziali per il nostro benessere. E anzi più sono i colori presenti sulla nostra tavola e nei piatti, e meglio è: dunque largo al Bianco (vale a dire aglio, cipolle, ma pure funghi, pere e finocchi che aiutano la digestione e tengono basso il colesterolo “cattivo”), il Rosso (ovviamente i pomodori, l’anguria, le fragole e i ravanelli, importanti per il metabolismo e la regolazione del sistema urinario, il Verde (verdure, broccoli, sparagi, carciofi, spinaci, kiwi, ecc. che come è noto aiutano a mangiare meno dando un senso di sazietà), il Viola-Blu (melanzame, prugne, uva, mirtilli e prugne che hanno importanti effetti anti-aging) e infine il Giallo-Arancio (albicocche, zucca, cachi, pesche, mandarini e carote importanti per la diuresi e per la bellezza della pelle). (agg. di R. G. Flore)

IL REGIME ALIMENTARE PER DIMAGRIRE

La dieta chetogenica è la nuova frontiera per perdere peso: dopo la dieta del ghiaccio o ancora la dieta del minestrone, la Keto Diet è il regime alimentare più in voga nel 2019. Come riporta My Personal Trainer, si tratta di una strategia nutrizionale basata sulla riduzione dei carboidrati alimentai, con l’obiettivo di obbligare l’organismo a produrre in maniera autonoma il glucosio necessario alla sopravvivenza e ad aumentare il consumo energetico dei grassi contenuti nel tessuto adiposo. Come tutti i piani alimentari ha pro e contro, con il biologo nutrizionista Vincenzo Liguori che ha recentemente spiegato su Facebook: «E’ sempre più utilizzata anche per curare alcune patologie come obesità, cefalee, epilessia, patologie neurodegenerative (la dieta chetogenica protegge infatti dalla sclerosi multipla) e inoltre è sempre più usata a livella oncologico per contrastare il cancro. Gli oncologi la consigliano sia per prevenire la formazione di masse tumorali (senza zuccheri, infatti, le cellule tumorali fanno più fatica a crescere e svilupparsi), sia come coadiuvante della chemioterapia. Infine, un altro utilizzo molto importante che si fa della dieta chetogenica è quello di ottenere una sorta di reversibilità del diabete. Come riferiscono numerosi studi, infatti, se un soggetto diabetico segue per mesi questo tipo di dieta, si riscontra una reversibilità del diabete di tipo 2».

DIETA CHETOGENICA, DI COSA SI TRATTA

My Personal Trainer sottolinea questa dieta produce “corpi chetonici”, ovvero un residuo metabolico della produzione energetica: con questo piano alimentare raggiungono un livello superiore alla condizione normale. Non esiste un solo tipo di Keto Diet, ma i regimi alimentari sono accomunati dal fatto di fornire una quantità di carboidrati inferiore al necessario. Le caratteristiche principali sono le seguenti: basso contenuto di calorie, basso contenuto percentuale e assoluto di carboidrati, alto contenuto percentuale di proteine e alto contenuto percentuale e assoluto di lipidi. Per quanto concerne gli alimenti da mangiare, sono consigliati carne, prodotti della pesca, uova, formaggi, grassi e oli da condimento, ortaggi; sconsigliati, invece, cereali, patate, legumi, frutti, bibite dolci e dolciumi vari. Un piano alimentare alternativo alle guide abituali, dunque, anche se non di facile applicazione: in Italia infatti privarsi dei carboidrati sembra quasi impossibile, precisa il dotto Liguori.

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