CANCRO ALL’UTERO, CROLLA COPERTURA SU PAPILLOMA VIRUS/ Come si previene?

In netta diminuzione coloro che si vaccinano per il Papilloma virus e di conseguenza aumentano i casi di cancro all’utero: è allarme

07.02.2019, agg. il 08.02.2019 alle 00:36 - Davide Giancristofaro Alberti
Vaccini, foto da Pixabay

Il cancro all’utero preoccupa con un crollo netto della copertura con vaccino contro il Papilloma Virus. Ma quali sono gli strumenti di prevenzione più importanti? Sul sito di Airc (Associazione italiana ricerca cancro) viene sottolineato come non esistano in realtà delle strategie specifiche per la prevenzione del tumore dell’endometrio. Nonostante questo ci sono alcuni piccoli accorgimenti che potrebbero aiutare a ridurre in percentuale il rischio che si corre. Tra questi troviamo sicuramente l’alimentazione e le terapie ormonali. Giocano infatti un ruolo fondamentale nella salute della donna. E’ molto importante, per tutti, seguire una dieta sana ed equilibrata cercando di mantenere il peso corporeo nella norma. Ci si deve poi rivolgere in età puberale a un ginecologo che possa decidere di valutare la possibilità di iniziare una terapia ormonale a base di estrogeni anche in base al rischio di poter arrivare al tumore. Si parla di terapia sostitutiva in menopausa o di pillola anticoncenzionale in altri casi. (agg. di Matteo Fantozzi)

ALLARME DELL’OMS

In Italia c’è un calo netto della vaccinazione contro il Papilloma Virus. Come sottolineato quest’oggi dal quotidiano Il Gazzettino, negli ultimi tempi le donne protette contro l’insorgere del temuto virus di cui sopra, sono scese dal 75 al 59 per cento, quasi 20 punti percentuali in meno. Stando agli esperti si può parlare tranquillamente di vero e proprio allarme, e il motivo di tale diminuzione vertiginosa di vaccinazioni lo si deve ai “no vax”. Le associazioni contro i vaccini sono infatti storicamente contro i vaccini in generale, a cominciare da quelli obbligatori, e ancor di più contro quelli facoltativi. Non va infatti dimenticato che nelle donne non è prescritta per legge la vaccinazione anti-Papilloma, ma è una “puntura” facoltativa che i genitori possono fare alle proprie figlie fin da bambini. Peccato però che, come evidenziato dal quotidiano di Padova, il numero di vaccini è in netta discesa, proprio per via delle continue campagne anti-vax e dei problemi che potrebbero insorgere in seguito. E pensare che il papilloma virus può essere molto pericoloso, visto che nei casi peggiori può portare a sviluppare una neoplasia, precisamente il cancro all’utero.

CANCRO ALL’UTERO “COLPA DEI NO-VAX”

Stando a dati certificati, il carcinoma al collo dell’utero è il secondo tumore più frequente fra le donne dopo quello al seno, ed in Europa vi sono ogni anno circa 69mila nuovi casi, e 30mila decessi, numeri dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’OMS. Una delle principali cause, come detto sopra, è appunto l’HPV, il Papilloma virus, che si trasmette per via sessuali, che è molto diffuso e che purtroppo non da sintomi: chi ce l’ha nella magior parte dei casi non sa di averlo. Stando a quanto spiegato dal ministero della salute italiano, il 75% degli individui viene infettato almeno una volta nel corso della sua vita, numeri a dir poco preoccupanti, anche se nella maggior parte dei casi l’infezione regredisce da sola, scomparendo. Nathalie Broutet, medico dell’OMS, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro dello scorso 4 febbraio, diceva a riguardo: «Abbiamo un vaccino, che è molto efficace e sicuro contro il Papilloma virus. Tutte le giovani tra i 9 e i 14 anni devono vaccinarsi». Le parole di Broutet suonano quasi come un contro-appello alla campagna no-vax, che invece accusa il vaccino contro il Papilloma virus di creare malattie autoimmuni, senza però avere alcuna base scientifica.

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