Allarme tetano, rischia di morire a 6 anni/ I genitori rimangono no-vax

- Matteo Fantozzi

Un bambino di sei anni ha rischiato di morire per il tetano, ma nonostante questo i suoi genitori hanno deciso di non cambiare idea e rimangono no-vax.

Bambina che si vaccina
Vaccino, foto Pixabay

Un bambino di sei anni ha rischiato di morire per il tetano, ma nonostante questo i suoi genitori hanno deciso di non cambiare idea e rimangono no-vax. Ci troviamo in Oregon negli Stati Uniti e questo è il primo caso in trent’anni. Il bimbo che ne è stato colpito è rimasto quasi due mesi in ospedale, di cui la metà in terapia intensiva. Le cure sono costate oltre 800mila dollari senza però considerare il trasporto aereo del bambino e la riabilitazione. Dopo la guarigione i suoi genitori hanno deciso di perseguire la loro strada e quindi di non vaccinarlo come invece sarebbe stato consigliato dai medici. Pare che il bimbo si procurò il tetano dopo essersi tagliato alla testa nel 2017 mentre giocava nella fattoria di famiglia. La ferita venne pulita e cucita direttamente dalla famiglia. Dopo un’apparente guarigione il bimbo fu colpito da una crisi con spasmi muscolari in tutto il corpo, tanto da essere portato in ospedale in elicottero. Non poteva respirare e la sua situazione era grave fino all’intervento dei medici che gli ha salvato la vita.

Allarme tetano, rischia di morire a 6 anni: cosa è successo all’ospedale?

Come è guarito il bambino colpito da tetano e che a soli 6 anni ha rischiato di morire? Trasportato in elicottero in ospedale è rimasto oltre un mese in terapia intensiva. Lì è stato curato in una stanza buia e protetto con dei tappi per le orecchie. Qualsiasi stimolazione infatti sembrava peggiorare i suoi spasmi muscolari e creargli ulteriori problemi. I medici fecero poi la terribile scoperta e cioè che il bambino non era mai stato immunizzato. Allora decisero di somministrargli un farmaco con anticorpi contro la tossina del tetano insieme al vaccino standard per tetano, pertosse e difterite. Dopo 44 giorni di ospedale riuscì a tornare a respirare in maniera autonoma, fu poi trasferito in un centro di riabilitazione dove completò la cura, senza però far cambiare idea ai suoi genitori no-vax.



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