Giornata Mondiale delle malattie neuromuscolari/ Sabato a Udine il convegno

- Matteo Fantozzi

Sabato 9 marzo è la Giornata Mondiale delle malattie neuromuscolari con un convegno che si terrà dalle 9.00 alle 13.30 nella Sala Polifunzionale sotto la Chiesa dell’Ospedale di Udine.

Donna ricoverata in ospedale
Pixabay

Sabato 9 marzo è la Giornata Mondiale delle malattie neuromuscolari con un convegno che si terrà dalle 9.00 alle 13.30 nella Sala Polifunzionale sotto la Chiesa dell’Ospedale di Udine. Il convegno in questione è stato organizzato dalla SOC di Neurologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria integrata di Udine. L’evento si svolgerà in Italia in ben 17 diverse città sedi di centri di esperti di queste patologie. La Società Italiana di Neurologia ha organizzato questo evento per il terzo anno di fila. L’obiettivo principale è quello di rafforzare la già vigente collaborazione di tutte le professionalità che vanno a concorrere quando si affronta un paziente che ha una malattia neuromuscolare. Senza dimenticare le famiglie che devono prendere consapevolezza delle strade per rendere le vite dei loro cari migliori anche grazie a piccoli accorgimenti che verranno analizzati da vicino.

Giornata Mondiale delle malattie neuromuscolari: un vasto campo di patologie

La Giornata Mondiale delle malattie neuromuscolari apre uno spunto di riflessione sulle patologie al momento conosciute. Sono diverse in un vasto campo di malattie rare, acquisite o ereditarie che vanno a colpire motoneuroni, muscoli, nervi e giunzione neuromuscolare. Si parla di oltre 50mila italiani anche se solo nel 30% dei casi si arriva a una diagnosi che si può considerare precisa. Il Dottore Lorenzo Verriello ha sottolineato alcuni punti importanti, come riportato da InSaluteNews. Ecco le sue parole: “Il Convegno è rivolto agli operatori sanitari coinvolti nella gestione e presa in carico di pazienti con malattie neuromuscolari. Tra questi vedremo neurologi, pneumologi, pediatri, fisioterapisti, fisiatri ma anche medici, psicologi, infermieri e ovviamente pazienti”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA